Il dolore
Da Amleto all'Avaro, è l'ora dei vip
Andrea Lanini
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Luca Zingaretti sarà tra i protagonisti della stagione teatrale dell’EraMa sulla programmazione c'è l'incubo dei tagli e dei bilanci in rosso
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PONTEDERA. Il dilemma è amletico. Iniziare dalle piacevolezze di un programma che, a dispetto di tutto, si presenta comunque ricco, vario, di qualità, o dalle dolenti note di una situazione che lo stesso sindaco di Pontedera, riferendosi in particolare ai tagli alla cultura e ai servizi, definisce "da macelleria sociale?". "Una Stagione per la Toscana", la prima rassegna teatrale che la Fondazione Pontedera Teatro e l'Associazione Teatro Buti, complici un percorso che nasce da radici condivise e il bisogno di presentarsi uniti di fronte alla crisi, hanno creato a quattro mani col sostegno dei rispettivi Comuni, della Provincia di Pisa e della Regione, è una specie di Giano Bifronte che oscilla tra luce e ombra. Il volto luminoso invita tutti a seguire le le performance dei tanti artisti della scena che da gennaio a aprile calcheranno il palcoscenico pontederese del Teatro Era e quello butese del Teatro Francesco di Bartolo; quello in ombra parla di bilanci che non si riesce a chiudere in pareggio, di enti locali in crisi, di voragini capaci di inghiottire tutto, stagioni future comprese. Esserci o non esserci? Esserci sempre, ovvio. Anche a costo di dolorose rinunce, di bruschi colpi di lima. La filosofia che ha animato le scelte dei direttori artistici Roberto Bacci e Dario Marconcini è «pochi ma buoni». E i buoni sono buoni davvero. Al Teatro di Bartolo, domenica 9 gennaio (ore 21.15), si inizia proprio da "Amleto", nella versione del Teatro del Carretto, adattamento e regia di Maria Grazia Cipriani. Si prosegue al Teatro Era martedì 18, alle 21, con un altro grande classico, "L'Avaro", nell'adattamento di Luigi De Filippo, autore anche della regia. E Luca Zingaretti è al Teatro Era il 22 febbraio con un reading dedicato a Tomasi di Lampedusa, "La sirena". E poi ecco altri protagonisti della nostra più grande prosa, attori- registi come Carlo Cecchi (il 3 febbraio al Teatro Era con "Sogno di una notte di mezz'estate"), come Paolo Poli (il 14 aprile al Teatro Era con la sua escursione favolistica "Le fate"); ecco il teatro di ricerca, con "Nel silenzio dei fiori" e "Notte trasfigurata" del Teatro Valdoca, in scena Mariangela Gualtieri e Danio Manfredini (venerdì 11 marzo al Teatro Era), con "Io vado via" dei Motus (il 9 febbraio al Francesco di Bartolo), con "Ballarini-Trilogia degli occhiali" di Emma Dante (il 27 aprile al Francesco di Bartolo). Senza dimenticare le prime assolute, tra cui il nuovo spettacolo di Dario Marconcini, "Sulla strada maestra", da Checov (a Buti dal 7 al 10 e dal 14 al 17 aprile) e quello di Elisabetta Salvadori, "Piantate in terra come un faggio e una croce" (a Buti il 25 marzo). Ecco poi le dolenti note. Chi oggi lavora nello spettacolo, hanno spiegato Roberto Bacci e Dario Marconcini, «si trova di fronte a difficoltà ai limiti della sopravvivenza. È per questo che Pontedera e Buti hanno deciso di lavorare insieme: siamo convinti che gli spettatori di questo territorio meritino un'offerta culturale degna del nome». ««Quest'anno per la prima volta - ha spiegato il sindaco di Pontedera Simone Millozzi - il Teatro Era non potrà chiudere i suoi bilanci in pareggio. Il futuro ci riserva grandi incognite». Roberto Serafini, sindaco di Buti, ha parlato di «un piano studiato a tavolino per distruggere la cultura del teatro. Che è scomoda, perché insegna alla gente a pensare».
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