La protesta
Catene ai polsi e striscioni studenti e prof organizzano lo sciopero per la scuola in carcere
Filippo Bernardeschi
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VOLTERRA.Dal centro al Maschio, catene ai polsi e striscioni per la scuola in carcere. Andrà, così in scena, lo sciopero-manifestazione organizzato a Volterra da professori, genitori e studenti. Una doppia protesta con cui la città da un lato vuole urlare il proprio "no" ai tagli della riforma Gelmini e dall'altro difendere l'esperienza decennale del corso di geometri all'interno del penitenziario del Colle. «La catena è un simbolo con due significati - spiega Alessandro Togoli, professore dell'istituto Niccolini che tra gli altri porta avanti il corso al Maschio e organizzatore dello sciopero - essa rappresenta l'impotenza di fronte a un taglio indiscriminato di fondi, e richiama l'esperienza dell'insegnamento in carcere, che rischia di saltare. E' il punto di partenza dell'intero movimento, per questo ci è sembrato giusto dargli un adeguato risalto».
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