Sicurezza
È stanziata dalla Banca popolare di Lajatico nella quale il padre del tenore Andrea è stato vice-presidente per 23 anni
Una borsa di studio dedicata a papà Bocelli
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Bocelli al padre ha dedicato anche una canzoneSarà destinata alla ricerca condotta in Valdera e Val di Cecina nel settore oncologico
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PONTEDERA. Una borsa di studio per la ricerca nel settore oncologico. La offre la Banca popolare di Lajatico e servirà a sviluppare i prodotti clinici e gli studi sperimentali ad oggi in corso. Il contributo avrà durata pluriennale e sarà dedicato al geometra Sandro Bocelli, padre del tenore Andrea Bocelli che, per ben 23 anni ha ricoperto il ruolo di vice-presidente della banca medesima. La borsa di studio viene offerta agli operatori che effettuano ricerche di natura oncologica all'interno della fondazione Onlus "Faro" per la ricerca in Valdera e in alta Val di Cecina nel settore dell'oncologia.
«Applicare dei protocolli sperimentali - dice Orlando Goletti, primario di chirurgia dell'ospedale Lotti - è un valore aggiunto per il paziente. Il confronto è lo standard ed incrementare la ricerca e l'approfondimento in questi settori significa inserire l'utente in un percorso di livello, paragonabile soltanto a centri altamente avanzati del panorama europeo. A Pontedera, e a Volterra, stiamo riuscendo a portare il meglio della ricerca scientifica». I dati sulla sopravvivenza dei pazienti con melanoma, calcinoma della mammella o tumori dell'apparato digerente lo confermano. «Dove ci sono risultati degni di rilievo c'è alla base, come fondamento, un'attività dettagliata di ricerca» aggiunge Giacomo Allegrini, primario di oncologia all'ospedale pontederese. «I protocolli clinici comportano un lavoro sostanziale in fase di preparazione, dettaglio e presentazione.
I finanziamenti ottenuti, grazie all'istituto bancario di Lajatico, in collaborazione con la Fondazione Faro, confluiranno in una nuova figura professionale da assumere: quella del Data manager che procederà al coordinamento gestionale della ricerca. La validità scientifica di uno studio clinico è legata anche alla qualità dei dati, sui quali si basa l'analisi dei risultati. La raccolta e la gestione delle informazioni per la valutazione di un trattamento nell'ambito di una sperimentazione clinica è detta Data management.
«Applicare dei protocolli sperimentali - dice Orlando Goletti, primario di chirurgia dell'ospedale Lotti - è un valore aggiunto per il paziente. Il confronto è lo standard ed incrementare la ricerca e l'approfondimento in questi settori significa inserire l'utente in un percorso di livello, paragonabile soltanto a centri altamente avanzati del panorama europeo. A Pontedera, e a Volterra, stiamo riuscendo a portare il meglio della ricerca scientifica». I dati sulla sopravvivenza dei pazienti con melanoma, calcinoma della mammella o tumori dell'apparato digerente lo confermano. «Dove ci sono risultati degni di rilievo c'è alla base, come fondamento, un'attività dettagliata di ricerca» aggiunge Giacomo Allegrini, primario di oncologia all'ospedale pontederese. «I protocolli clinici comportano un lavoro sostanziale in fase di preparazione, dettaglio e presentazione.
I finanziamenti ottenuti, grazie all'istituto bancario di Lajatico, in collaborazione con la Fondazione Faro, confluiranno in una nuova figura professionale da assumere: quella del Data manager che procederà al coordinamento gestionale della ricerca. La validità scientifica di uno studio clinico è legata anche alla qualità dei dati, sui quali si basa l'analisi dei risultati. La raccolta e la gestione delle informazioni per la valutazione di un trattamento nell'ambito di una sperimentazione clinica è detta Data management.
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