Il Tirreno

Pontedera

Massaini parla di malcontento. Il sindaco: «Noi siamo per unire»

«Il Comune sia più presente» Ponte a Egola vuole attenzione

Giacomo Pelfer
«Il Comune sia più presente» Ponte a Egola vuole attenzione

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PONTE A EGOLA. «Di problemi a Ponte a Egola ce ne sono tanti, da sempre, ma non è spezzando il comune che si può pensare di risolverli». Sono parole chiare e decise quelle di Andrea Massaini, presidente della consulta di Ponte a Egola e Stibbio, in merito alla proposta di creare un comune indipendente da San Miniato. «A questo punto credo che la questione arriverà anche nella prossima consulta; qualcuno chiederà sicuramente di parlarne». Perché, fa capire Massaini, il malcontento c'è ed è forte.  Secondo Massaini, però, occorre evitare conclusioni affrettate e demagogiche. «Ponte a Egola è sempre stata la "Cenerentola" del comune, la frazione operaia - spiega il presidente -; tutte le iniziative sono rese possibili grazie all'impegno volontario delle associazioni e dei commercianti, senza appoggi da parte del Comune, che ha sempre guardato a San Miniato.

E' questo che deve cambiare: il Comune deve essere più presente».  Sono le stesse considerazioni espresse in questi giorni dai commercianti, molti dei quali si erano detti pronti ad appoggiare un'eventuale iniziativa separatista. «I commercianti hanno tutte le ragioni - prosegue Massaini -, però non bisogna arrivare alla conclusione di dividere il comune. Questa è solo demagogia. Anzi, parlare di comune autonomo significa dare una carta vincente a quelle persone che non hanno mai fatto niente di concreto per il paese. Chi crede nella possibilità di fare da soli non conosce come stanno le cose: la tendenza è quella di unire i comuni anziché dividerli; tutti i servizi ormai sono intercomunali. E poi, personalmente, credo che in questa zona di comuni ce ne siano già troppi». 

Sulla vicenda interviene anche il sindaco Vittorio Gabbanini, per il quale, invece, l'attenzione dell'amministrazione verso Ponte a Egola non deve essere messa in discussione. «Sono favorevole ai dibattiti - dice - ma in questo caso stiamo parlando di un sondaggio e niente più. Non credo che ci sia bisogno di ribadire il nostro impegno nella piena promozione di tutto il territorio di San Miniato. La nostra è una politica che unisce e non che divide. E non ci piace parlare di secessioni». Il primo cittadino suggerisce quindi di spostare l'attenzione verso problemi più reali e più urgenti, soprattutto per Ponte a Egola. «Le nostre attenzioni - prosegue - sono rivolte ad altre difficoltà, che si materializzano con questa crisi che ci colpisce duramente, determinando problemi per tutto il sistema produttivo locale. In questa situazione diventa prioritario unire le forze e creare progetti unitari. Spostiamo il dibattito sul clima economico, che risulta ancora difficile e non privo di preoccupazioni per il 2011. A rischio c'è la tenuta del sistema e noi vogliamo occuparci di questo con i fatti e non con le parole».

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