Il Tirreno

Pontedera

Gli studenti occupano il liceo

Giacomo Pelfer
Un momento del corteo di protesta organizzato nei giorni scorsi
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Un momento del corteo di protesta organizzato nei giorni scorsi

La decisione dopo l'assemblea straordinaria di ieri mattina

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 SAN MINIATO. Anche il liceo scientifico Marconi di San Donato si accoda alla protesta contro il ddl Gelmini. Gli studenti hanno dato avvio all'occupazione nella mattinata di ieri, prendendo possesso dell'edificio al termine delle lezioni. Una scelta comunicata al dirigente scolastico Sandro Scapellato dopo oltre due ore di assemblea studentesca.  L'assemblea era stata convocata in forma straordinaria dopo i giorni di agitazione contro la riforma dell'università.  «L'obiettivo è dare un segnale - spiega Kevin Speranza, castelfranchese, rappresentante d'istituto e leader della protesta -: vogliamo dimostrare il nostro appoggio alle contestazioni di questi giorni. L'intenzione per adesso è quella di occupare la scuola fino a lunedì, allacciando contatti con gli altri istituti. In questi giorni sarà garantito l'accesso al preside e ai docenti, ma non sarà possibile fare lezione».  La protesta del liceo Marconi era iniziata circa un mese fa, quando furono organizzati tre giorni di autogestione in collaborazione con gli insegnanti. Protesta proseguita con l'ormai nota manifestazione a San Miniato, terminata dopo pochi metri per la rissa scoppiata con un automobilista di passaggio. L'accaduto aveva inevitabilmente stoppato e rinviato nel tempo altre iniziative promosse dagli studenti. Le agitazioni di questi giorni, infine, hanno convinto una parte dei ragazzi della necessità di tornare a farsi sentire. La scelta dell'occupazione, tuttavia, arriva nel giorno in cui la discussione al Senato del ddl Gelmini viene rinviata oltre il 14 dicembre, giorno del voto di fiducia al Governo. Una parte degli studenti del Marconi, quindi, pur senza contrastare l'occupazione, non fa mistero di avere dubbi sulla scelta di ieri mattina, soprattutto per la tempistica. «Forse dovevamo pensarci prima - dice Nicolò Bianucci, l'altro rappresentante d'istituto -, oppure, a questo punto, sarebbe stato meglio aspettare il 14 dicembre. Non vorrei che restassimo solo noi a protestare. In ogni caso la nostra è una protesta pacifica; occuperemo la scuola solo per pochi gironi, senza fermare lo studio e i percorsi didattici».

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