La manifestazione
Cassa integrazione alla Delca
◗
Lingresso della Delca a Lugnano A casa 27 dipendenti, piazzali stracolmi di materiale plastico
2 MINUTI DI LETTURA
LUGNANO. Sulla Delca Spa tira aria di fallimento. I quaranta dipendenti sono senza lavoro e senza stipendi da luglio, e solo il 22 novembre scorso è scattata la cassa integrazione in deroga, fino al 31 dicembre, per dieci impiegati e diciassette operai. Le mensilità non pagate restano quattro, ma a preoccupare di più sono la mancanza di commesse e la recente notizia del "buco" da 6 milioni di euro nei bilanci della Erre Erre di Massa, della quale la Delca possiede il 49 percento. L'azienda della Piana di Noce, osteggiata a livello locale per la questione del gassificatore, è quindi alle prese con problemi ben più gravi. Mentre ritirava il progetto del gassificatore, con il quale intendeva produrre energia bruciando 30mila tonnellate di rifiuti all'anno, la Delca si è vista tagliare le commesse dal principale cliente, la Cermec di Massa, che tra l'altro possiede il 51% della già citata Erre Erre. La Cermec è l'azienda pubblica per la gestione dei rifiuti della provincia di Massa-Carrara, partecipata dall'amministrazione provinciale e dai Comuni delle due città apuane. La decisione di interrompere il rapporto con Delca è arrivata una volta scoperto un passivo nel bilancio di Cermec per 8 milioni di euro e debiti per 15 milioni, in gran parte derivanti da fatture emesse dalla Delca. Fatture che, stando a quanto ricostruito, sarebbero state emesse anche per lavori mai eseguiti. I sindaci di Massa e Carrara, vista la drammaticità della situazione, hanno portato i bilanci in procura, e insieme alla Provincia stanno valutando di estromettere la Delca dalla gestione della Erre Erre, che da sola porta in dote altri 6 milioni di ammanchi. Tornando alla sede la Delca, in pian di Noce, quel che ci si trova davanti è un piazzale immobile e stracolmo di plastiche. «Il piazzale è fermo da mesi - conferma Michele Orsi, che segue il caso per la Cgil di Pisa -, con queste plastiche che, in teoria, dovrebbero partire per essere smaltite all'estero. Ma dal piazzale non parte niente, e visto che non c'è più spazio non arriva niente. Lavoro non c'è, e nonostante sia stato trovato l'accordo per la cassa integrazione la situazione si fa sempre più preoccupante, tanto per i dipendenti quanto per il futuro dell'azienda». «Su questa situazione - ha poi inteso sottolineare Orsi - va precisato che il fatto che la Delca abbia ritirato il progetto del gassificatore è del tutto ininfluente. L'impatto di un impianto del genere, sia in termini occupazionali sia in termini di fatturato, sarebbe infatti minimo». Guido Bini ALTRO SERVIZIO A PAG. 13
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
