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Pontedera

Soldi alla chiesa, è polemica

Una seduta del consiglio comunale di San Miniato
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Una seduta del consiglio comunale di San Miniato

Scontro in consiglio sul regolamento degli oneri di urbanizzazione

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 SAN MINIATO. Dalle chiese alle case del popolo, passando dagli altri circoli e dalle associazioni di volontariato. Sono i soggetti ai quali il Comune di San Miniato cede un parte degli oneri di urbanizzazione, come da regolamento del 2002 ritoccato di recente.  Un regolamento che ha infiammato il consiglio comunale di lunedì, partendo da una mozione presentata da Fabio Corsi dei Comunisti Uniti. «Il sindaco Gabbanini va a Roma a inginocchiarsi davanti al Papa - ha detto Corsi -, ma dovrebbe essere il contrario, visti i regali che il Comune ha fatto alla chiesa: solo dal 2005 al 2009 ha concesso contributi alla locale diocesi per oltre 500mila euro. Risorse provenienti dagli oneri di urbanizzazione secondaria e sottratti ad altri usi, come per esempio asili o scuole pubbliche, oppure ad interventi per attenuare l'impatto della crisi nella nostra zona. Mentre si taglia da tutte le parti, mentre il bilancio del sociale langue, il sindaco sceglie di destinare ingenti risorse alla Chiesa. È ora di finirla. La legge regionale spazza via ogni interpretazione: i comuni non sono affatto obbligati a concedere questi contributi».  Nel precedente consiglio comunale il regolamento era stato rivisto: se prima si concedeva l'8% ai luoghi di culto e il 9% ai cosiddetti "centri civici e sociali", adesso è stata adottata per entrambi una forchetta che va dal 4 al 10%. «Si mettono dei limiti senza negare niente a nessuno - dice Simone Giglioli, capogruppo Pd - né ai circolo né alle chiese, che hanno una valenza culturale e artistica. Per questo abbiamo votato contro la mozione». Voto favorevole, invece, da parte di Sel, ma con una precisazione: «Nella mozione si parla solo degli edifici di culto - afferma Laura Cavallini -, mentre noi siamo per dire di no a tutti, compresi i circoli, almeno finché non passerà il difficile momento. Non si può continuare a concedere soldi a priori, a prescindere dai progetti e dalla loro utilità».  Molto critica la posizione del Pdl, che ha respinto la mozione. «Nel 2009 - ha sottolineato il capogruppo Roberto Ferraro - solo un terzo di questi contributi è andato alle chiese, mentre tutto il resto è stato destinato ai circoli, per la maggior parte case del popolo. Come si fa a chiedere l'azzeramento dei contributi per gli edifici di culto mantenendo invece quelli per i circoli e le associazioni? Le chiese del nostro territorio hanno una valenza storica e artistica, e il loro mantenimento ha riflessi fondamentali nel campo del turismo. È inaccettabile considerare di minor interesse pubblico il restauro di un campanile piuttosto che il rifacimento del tetto di una casa del popolo». Piuttosto, secondo Ferraro, sarebbe opportuno controllare su come vengono spesi questi soldi, verificando il rispetto dei vincoli di destinazione. «Altrimenti - spiega - gli assegnatari sono tenuti a restituire quanto ricevuto».  Michele Di Gianni dell'Udc ha invece deciso di astenersi, scatenando le proteste dei consiglieri Pdl. «Questo regolamento fa comodo a tutti - dice Di Gianni - al di là del teatrino della politica. Non ho voluto prestarmi a certe strumentalizzazioni». G.P.

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