Il Tirreno

Pontedera

«Difenderemo con i denti i nostri Dat»

Rachele Di Saverio

Testamento biologico: il sindaco Vivaldi si ribella al governo

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 MONTOPOLI. Il sindaco Alessandra Vivaldi si dichiara indignata per la circolare ministeriale dei giorni scorsi firmata dai ministri Maroni, Sacconi e Fazio che ha giudicato i registri sul testamento biologico privi di alcun valore giuridico e illegittimi, in quanto sulla materia unico a poter legiferare è lo Stato.  «Respingeremo la circolare al mittente - afferma il primo cittadino - e manterremo il nostro registro». Il sindaco Vivaldi non solo intende proseguire il percorso avviato ma ampliarlo: «Abbiamo in progetto di istituire anche un registro per le unioni di fatto».  Montopoli è uno dei molti comuni che, dopo il caso di Eluana Englaro, hanno istituito un registro per le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), meglio conosciute come "testamenti biologici". «Le amministrazioni locali - spiega Vivaldi - si sono impegnate per colmare una vacatio legis e permettere ai cittadini di far conoscere e rispettare le proprie volontà circa le terapie che intende o non intende accettare nel caso in cui si trovassero nella condizione di non poter esprimere il proprio volere. Il governo - attacca Vivaldi - anziché fare polemiche con circolari inaccettabili dovrebbe piuttosto legiferare su una questione così delicata con una legge che io auspico laica e libera».  Vivaldi difende anche la valenza giuridica di tali registri: «Il Dat è uno strumento ben studiato di concerto con la Provincia, le dichiarazioni depositate devono avere una serie di requisiti fra cui dei testimoni e il coinvolgimento del medico di famiglia, tutto è strutturato al fine di dare al registro una valenza giuridica. La circolare afferma il contrario ma questo è da verificare».  Sull'argomento duro anche l'intervento di Sandro Vanni, neo segretario del Pd di Montopoli: «Si tratta di un atto propagandistico - commenta Vanni riferendosi alla circolare -, una vera e propria marchetta versata dal centrodestra alla parte più conservatrice della Chiesa, per comprarsi l'indulgenza per la condotta immorale della propria classe dirigente, in vista delle prossime elezioni anticipate». Tuttavia, secondo Vanni, la circolare non ha validità giuridica: «Nessuna legge vieta ai cittadini di scrivere le Dat né vieta ai Comuni di registrarle». Il segretario del Pd è uno dei cittadini iscritti nel Dat: «Non voglio passare gli ultimi giorni della mia vita attaccato ad un groviglio di tubi e fili. Accetto il fatto che ci siano persone che non condividono la mia visione, ma la loro libertà finisce dove inizia la mia».

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