Proteste
Spaccatura tra commercianti e imprenditori
Veronica Potenza
I primi d'accordo, i secondi vorrebbero invece accorpare più Comuni
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PONTE A EGOLA. Ponte a Egola si spacca in due sull'ipotesi di fare del paese un Comune indipendente. Da un lato ci sono i commercianti che vedono con favore la proposta nata sul web e che potrebbe essere oggetto di una vera e propria battaglia propugnata da un comitato ad hoc. Dall'altro alcuni tra i più noti imprenditori della frazione ritengono che l'idea sia del tutto anacronistica e che si dovrebbe riflettere sull'opportunità di accorpare i Comuni anziché scinderli. I commercianti. Il fronte dei commercianti che sostengono la proposta indipendententista vede, tra gli altri, i proprietari di negozi storici come "La volpe rossa" o "Calzature pelletteria Fantasy" di via Piave. La motivazione è sempre la stessa: il Comune non fa niente per noi. «Sono assolutamente favorevole - ha detto Nadia Bianchi del negozio "Diaz sessantaquattro" -. A volte leggo sul giornale che i Comuni stanno installando le luci natalizie, qui l'illuminazione ce la siamo pagata da soli. Anche le altre iniziative, come il mercato continuativo di sabato 18, sono frutto del nostro lavoro e dal Comune non arriva nessun contributo». Dello stesso avviso Maria Neva Donolado de "La volpe rossa": «Fanno tutto su a San Miniato, siamo proprio abbandonati. E' una vergogna». Per Lelio Gorini di "Gorini Oro" «è vero che gran parte delle iniziative si concentrano su a San Miniato e, da questo punto di vista, staccarsi gioverebbe a Ponte a Egola ma ci sono molti aspetti da valutare e occorre pensarci bene». Più netta la posizione della moglie, Rosita Filidei, che invece non esiterebbe a dare il suo appoggio al comitato. Situazione analoga quella del negozio "Fantasy". Da una parte la signora Laura Giglioli, indecisa sulla questione, e dall'altra Giuliano Giunti che si schiera invece a favore. Membri del "partito degli indifferenti" sono invece la proprietaria della profumeria "Glamour" e Martina del panificio "Centi". Gli imprenditori Diversa la situazione tra gli imprenditori locali. «Fosse per me farei un Comune che va da Empoli a Pontedera - ha detto Giovanni Tempesti della "Conceria Tempesti" -. Nel 2010, nel tempo dell'Europa, non si può parlare ancora di Comuni che sono materia del 1300. Bisogna ragionare sull'accorpamento per favorire un'economia di scala, non sulle divisioni». Gli fa eco il presidente del consorzio Cuoiodepur Michele Matteoli: «Piuttosto che dividere bisognerebbe accorpare». Per lui i cittadini dovrebbero sfruttare di più gli strumenti che hanno già a disposizione anziché valutare passi simili. «Il Comune ha aperto le consulte a chiunque voglia partecipare e voglia confrontarsi con gli amministratori e io ci vedo sempre le stesse 15-20 persone. Magari partecipassero tutti questi 300 che hanno aderito al gruppo su Facebook».
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