Il Tirreno

Pontedera

Pampaloni: «Perdiamo un vero tesoro»

Andrea Lanini
Dino Carlesi al Museo Piaggio di Pontedera insieme a Tommaso Fanfani
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Dino Carlesi al Museo Piaggio di Pontedera insieme a Tommaso Fanfani

Alla Tagete Edizioni lo ricordano come «un motore sempre acceso»

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 PONTEDERA. L'instancabile curiosità. La passione civile. L'amore per la cultura, per le sue vaste, versatili possibilità. Il bisogno urgente di comunicare idee e emozioni, di stabilire relazioni umane vive, stimolanti, arricchenti.  Quell'energia che, a dispetto dell'età, spingeva Dino Carlesi a organizzare cose, a inventare incontri, situazioni, momenti. Ma anche la sua voglia di interrogarsi sul senso della vita e, negli ultimi tempi, soprattutto da dopo la scomparsa della moglie Anna, sul significato della morte.  Dino nelle parole di tanti amici che, alla notizia della sua scomparsa, ricordano un uomo che all'arte della parola ha consacrato fin dalla gioventù la propria esistenza, la propria tenacia di studioso, di fine intellettuale, di autore prolifico, di interprete sensibile, duttile, chiaroscurale.  L'assessore Stefano Tognarelli ricorda «l'amico, il suo rigole morale, l'impegno politico. Trent'anni fa lo vedevo intervenire alle assemblee del Partito Socialista, i suoi discorsi erano sempre molto profondi, ti facevano riflettere anche se esprimevano posizioni che non condividevi. Da Dino sento di aver appreso l'importanza di portare avanti una visione laica della politica e dell'impegno civile. Questo è il segno maggiore che mi ha lasciato».  «Pontedera ha perso un tesoro», dice l'ex assessore alla cultura Daniela Pampaloni, «Dino è stato un impareggiabile promotore del sapere, sia come autore che come amministratore di questa città. Anno dopo anno ha accompagnato le iniziative del territorio. Sempre con occhio critico, dicendo chiaramente il suo pensiero, anche se scomodo. Un'onestà preziosa».  Tra i tanti ricordi che ha di lui, Marco Bruni ricorda «la giornata in cui il Comune gli ha offerto la cittadinanza onoraria. È stato l'anno scorso. Una cerimonia bella, commovente».  Sergio Vivaldi della "Bandecchi e Vivaldi": «Ci si conosceva da una vita. Gran parte dei suoi libri li ha pubblicati qui da noi. Venerdì sera l'ho visto per l'ultima volta, stava preparando uno di quei volumetti che da 23 anni, a Natale, regalava agli amici. Poesie, pensieri, riflessioni. Questo suo ultimo omaggio lo finiremo noi per lui».  Michele Quirici e Valentina Filidei di Tagete Edizioni (la casa editrice ha ricevuto recentemente un premio a Chiari grazie all'ultima raccolta poetica di Carlesi, "La porta socchiusa") lo descrivono come «un motore sempre acceso. Le sue prese di posizione potevano esaltarti come anche risultare urticanti, ma mai lasciare indifferenti. Cosa che accade solo con gli intellettuali veri».

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