Sicurezza
Rivoluzione per la sosta
Giacomo Pelfer
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Uno scorcio del centro storico di San Miniato3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Parte la rivoluzione della sosta nel centro storico. Numerose novità, che dal primo gennaio 2011 interesseranno tanto i residenti quanto tutti coloro che, per varie ragioni, saliranno verso la Rocca.
Il consiglio comunale di venerdì ha segnato un punto importante per il futuro del capoluogo: il sindaco Gabbanini ha tracciato il quadro delle trasformazioni, destinate a cambiare le abitudini di residenti, commercianti e visitatori. Il nuovo anno, per prima cosa, porterà con sé un nuovo regolamento per la sosta riservata: 174 posti in tutto, concessi fino a un massimo di due stalli per ogni nucleo familiare residente. Un regolamento discusso da tempo. Attualmente, infatti, la residenza è l'unica condizione richiesta per ottenere un posto riservato. Chi non possiede un auto, però (e non sono pochi in una città dove vivono molti anziani), è liberissimo di cedere il proprio posto a parenti e amici, anche se non vivono a San Miniato.
«Dal primo gennaio si cambia - annuncia Gabbanini -, faremo come a Firenze: per avere un posto riservato, oltre alla residenza, sarà necessario il libretto di circolazione che dimostra il possesso del veicolo». Scomparirà inoltre, per i posti riservati, la divisione tra zona A e B: attualmente, chi vive in zona A non ha diritto a parcheggiare nei posti per i residenti di zona B e viceversa. «E' assurdo - dice il sindaco - che per spostarsi da una parte all'altra di San Miniato si debba pagare il parcheggio». Novità anche per la sosta a pagamento, dopo il recente accordo con Pisa Parcheggi. In base al project financing, rivisto dopo le recenti trattative, arriveranno un centinaio di nuovi posti a pagamento tra Ponte a Egola e San Miniato Basso. Il capoluogo manterrà invece gli attuali 325 stalli blu, ma cambierà lo loro distribuzione. La metà dei posti di piazza Dante, oggi tutta a pagamento, tornerà ad essere gratuita; viceversa, metà del parcheggio del Cencione diventerà a pagamento. Dubbi da parte dell'opposizione: «Evidenti i vantaggi per il privato - dice Laura Cavallini di Sel -, considerando che piazza Dante attualmente rimane spesso vuota, oltre ad essere inaccessibile il martedì per il mercato e in occasione di varie manifestazioni. I posti a pagamento al Cencione diventano quindi un bel vantaggio». Da qui la richiesta di Elisa Bini (Pdl): «Lasciare la sosta gratuita al Cencione il martedì, quando piazza Dante è occupata dal mercato». Altro punto dibattuto quello relativo all'ascensore.
Dopo un periodo sperimentale, diventa adesso definitiva l'attivazione 24 ore su 24: l'impianto sarà gestito da Pisa Parcheggi per un canone annuo di 50mila euro (iva esclusa). Una cifra considerata eccessiva, sia da parte di Laura Cavallini sia di Roberto Ferrano, capogruppo Pdl: «Un conto spropositato - dice -; non vorrei che servisse a pagare l'equilibrio finanziario di tutto il project, un accordo che ha ingessato il centro storico senza prevedere alcun rischio per il privato». «Un conto è una fase sperimentale - replica Gabbanini - un altro un accordo definito che prevede una reperibilità annuale e che costringe il privato a impegnare tre persone».
Il consiglio comunale di venerdì ha segnato un punto importante per il futuro del capoluogo: il sindaco Gabbanini ha tracciato il quadro delle trasformazioni, destinate a cambiare le abitudini di residenti, commercianti e visitatori. Il nuovo anno, per prima cosa, porterà con sé un nuovo regolamento per la sosta riservata: 174 posti in tutto, concessi fino a un massimo di due stalli per ogni nucleo familiare residente. Un regolamento discusso da tempo. Attualmente, infatti, la residenza è l'unica condizione richiesta per ottenere un posto riservato. Chi non possiede un auto, però (e non sono pochi in una città dove vivono molti anziani), è liberissimo di cedere il proprio posto a parenti e amici, anche se non vivono a San Miniato.
«Dal primo gennaio si cambia - annuncia Gabbanini -, faremo come a Firenze: per avere un posto riservato, oltre alla residenza, sarà necessario il libretto di circolazione che dimostra il possesso del veicolo». Scomparirà inoltre, per i posti riservati, la divisione tra zona A e B: attualmente, chi vive in zona A non ha diritto a parcheggiare nei posti per i residenti di zona B e viceversa. «E' assurdo - dice il sindaco - che per spostarsi da una parte all'altra di San Miniato si debba pagare il parcheggio». Novità anche per la sosta a pagamento, dopo il recente accordo con Pisa Parcheggi. In base al project financing, rivisto dopo le recenti trattative, arriveranno un centinaio di nuovi posti a pagamento tra Ponte a Egola e San Miniato Basso. Il capoluogo manterrà invece gli attuali 325 stalli blu, ma cambierà lo loro distribuzione. La metà dei posti di piazza Dante, oggi tutta a pagamento, tornerà ad essere gratuita; viceversa, metà del parcheggio del Cencione diventerà a pagamento. Dubbi da parte dell'opposizione: «Evidenti i vantaggi per il privato - dice Laura Cavallini di Sel -, considerando che piazza Dante attualmente rimane spesso vuota, oltre ad essere inaccessibile il martedì per il mercato e in occasione di varie manifestazioni. I posti a pagamento al Cencione diventano quindi un bel vantaggio». Da qui la richiesta di Elisa Bini (Pdl): «Lasciare la sosta gratuita al Cencione il martedì, quando piazza Dante è occupata dal mercato». Altro punto dibattuto quello relativo all'ascensore.
Dopo un periodo sperimentale, diventa adesso definitiva l'attivazione 24 ore su 24: l'impianto sarà gestito da Pisa Parcheggi per un canone annuo di 50mila euro (iva esclusa). Una cifra considerata eccessiva, sia da parte di Laura Cavallini sia di Roberto Ferrano, capogruppo Pdl: «Un conto spropositato - dice -; non vorrei che servisse a pagare l'equilibrio finanziario di tutto il project, un accordo che ha ingessato il centro storico senza prevedere alcun rischio per il privato». «Un conto è una fase sperimentale - replica Gabbanini - un altro un accordo definito che prevede una reperibilità annuale e che costringe il privato a impegnare tre persone».
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