Proteste
Lazienda contesta i numeri diffusi dai sindacati. Aperti al pubblico 50 sportelli su 72
Direzione Crv: «Sciopero poco partecipato»
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Roberto Pepi, dg della Crv 1 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Alla Cassa di risparmio di Volterra è guerra di cifre. Al termine del primo dei tre scioperi indetti da Fisac, Fiba e Fabi la direzione generale mette sul tavolo cifre diverse da quelle dei sindacati. «Non è vero che la partecipazione dei dipendenti all'agitazione è stata alta - afferma Roberto Pepi, direttore generale Crv - In 50 sportelli su 72 abbiamo garantito i servizi alla clientela. E tra questi ci sono piazze importanti come Volterra, Livorno, Pisa, Rosignano, Grosseto e Lucca. In alcune filiali, con 5 o 6 addetti, la presenza sul posto di lavoro è stata del 100 per cento». La trattativa sul rinnovo del contratto integrativo sembra essersi incagliata sullo scoglio dei rimborsi ai pendolari. «L'istituto opera su sette province e pensare che per tutti ci sia l'opportunità di lavorare vicino a casa è impossibile. Sarebbe un approccio organizzativo dell'azienda riduttivo - sostiene il dg Pepi -. Il pendolarismo è sempre esistito ed è proprio della natura di un'azienda di credito. Il personale deve essere destinato in base alle caratteristiche e alle attitudini delle persone e alle necessità dell'azienda. È impensabile che un'impresa possa essere ingessata». Pepi punta il dito anche con la scelta delle date per lo sciopero: «Per cercare di avere un'alta adesione sono stati collegati a date che precedono ponti». M.M.
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