Attenzione
Lassociazione ha stilato un disciplinare, ma i Comuni del territorio non hanno ancora risposto
Troppe sagre, urge un regolamento
Nilo Di Modica
La Confesercenti torna ad alzare la voce: «I furbetti sono sempre di più»
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SAN MINIATO. Feste, eventi, sagre e fiere di paese: elementi indispensabili del folklore popolare, specialmente in terra di Toscana, ma anche terreno di scontro fra gli interessi dei commercianti dei centri storici e quello degli organizzatori. Questo è il tema che nei giorni scorsi la Confesercenti ha portato all'ordine del giorno nella sua assemblea nella zona del Cuoio. Un tema su cui l'organizzazione dei commercianti sta portando avanti una battaglia su tutto il territorio provinciale anche attraverso una presa di posizione nei confronti dei vari sindaci. Una lettera in cui la Confesercenti si fa promotrice di un nuovo disciplinare per la realizzazione di sagre e feste di paese. «E' passato molto tempo da quando abbiamo inviato ai sindaci le nostre proposte - ha dichiarato Giulio Garzella, della Confesercenti di Pisa - ma nessuno degli interpellati, compresi i sindaci dei cinque comuni del comprensorio del Cuoio, ha mai dato una risposta in merito». Il disciplinare messo a punto dall'organizzazione vuol mettere fine a quelle che vengono definite «furbizie da parte di numerosi privati che vedono nelle feste paesane un nuovo mercato». «Nessuno vuole limitare eventi che fanno parte della storia e della cultura di una realtà locale - spiega Garzella - ma è sempre più evidente che in questi anni c'è stato un proliferare di feste e sagre che niente hanno a che fare con la cultura del luogo. Situazioni che spesso non vedono la somministrazione di cibi e bevande in accompagnamento a qualche evento o intrattenimento e che sono organizzati esclusivamente a scopo di lucro, magari da qualche azienda privata o di non specificata natura. Tutte cose che niente hanno a che fare con il territorio e che non arricchiscono i paesi in cui si svolgono». Oltre alla richiesta esplicita ai Comuni affinché stipulino un preciso calendario delle manifestazioni, il disciplinare vuole mettere precisi paletti alla denominazione degli eventi, nonché alla loro durata. Il nome di "sagra" o "festa enogastronomica" andrebbe utilizzato sono per le manifestazioni organizzate da enti non aventi scopo di lucro come istituzioni, organizzazioni politiche, sindacali, religiose, benefiche e associazioni la cui finalità istituzionale è volta alla valorizzazione dei prodotti tipici e del patrimonio ambientale, culturale, turistico, sportivo ed enogastronomico del territorio, e da associazioni che si propongono la promozione dei valori della vita civile e di solidarietà sociale». La durata degli eventi prevista nel regolamento cambia a seconda della natura della manifestazione: non oltre i 10 giorni consecutivi per feste politiche e sindacali, tre giorni per tutte le altre associazioni e non oltre 7 giorni per la somministrazione temporanea di alimenti in occasione di riunioni straordinarie di persone. Sempre stando alla proposta della Confesercenti, non sarebbe possibile, nella stessa area, organizzare un evento che preveda la somministrazione di alimenti prima della decorrenza di 30 giorni dall'ultima manifestazione. «Abbiamo aspettato a lungo una risposta dai Comuni - ha continuato Garzella - non mancheremo di farci risentire in caso si continui a tacere sull'argomento».
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