Trasporti
La palestra è un colabrodo
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I secchi per raccogliere lacqua che probabilmente entra dal tetto La rabbia di chi la frequenta, un prof diserta la lezione
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PONTEDERA. «La palestra della scuola Maltagliata, in zona Oltrera cade a pezzi. Facciamo qualcosa prima che diventi completamente inagibile». L'appello viene lanciato dagli atleti di varie discipline. Dai corsi Uisp alle arti marziali, dagli studenti delle elementari e medie alle sedute di ballo. Tutti costretti a fare ginnastica tra mura piene di muffa e pozzanghere disseminate sul pavimento. Esasperati da strutture fatiscenti che condizionano gli allenamenti. E, in molti casi mettono a rischio la prosecuzione delle attività. Tra secchi che compaiono per raccogliere l'acqua che cola dal tetto quando piove, l'assenza di riscaldamento, un odore nuseabondo e un impianto idraulico inesistente in uno dei due spogliatoi. Gli habitué hanno deciso di farsi sentire con una speranza precisa, come spiega il portavoce, il responsabile di kung-fu Alessandro Tognoni: «l'amministrazione cerchi di realizzare almeno i lavori più urgenti». Riparare i dissesti e le infiltrazioni insomma senza bloccare le attività. Dopo mesi di disagi gli sportivi, un centinaio, senza contare gli alunni della Gandhi che comunque usufruiscono del'immobile, hanno mostrato i muscoli. Intenzionati a eliminare qualcuna di quelle trappole artificiali che di volta in volta compaiono in palestra. «E' anni che il tetto non regge - racconta Tognoni - e non è giusto che gli atleti si debbano confrontare con problemi che non gli competono. L'acqua piovana filtra dal soffitto. Il custode provvede con secchi e stracci ma il rischio di scivolare o inciampare resta alto». E l'incubo degli infortuni ha spinto anche un professore di educazione fisica delle medie a rifiutarsi di far lezione in quel luogo. «Dopo la recriminazione del prof - continua il karateka - il comune ha mandato dei tecnici per la manutenzione. Ma l'unico intervento che hanno effettuato è stata la sostituzione di una parte di battiscopa. Il timer del riscaldamento è all'esterno della palestra. Neppure il custode ha le chiavi e alle 20 si stacca. Si aggiunge lo spogliatoio inagibile che ci costringe a fare i turni per lavarci a fine allenamento». L'agonia della palestra innesca la paura di perdere spazi, gli unici disponibili in città. «Sappiamo che il Comune ha stanziato l'edificazione di una nuova palestra. Ma è già un anno che se ne parla ed ancora non si vedono risultati. In attesa - conclude - cerchiamo di rendere questi ambienti più adeguati». «Dopo la segnalazione della preside dell'istituto comprensivo Gandhi i nostri tecnici si sono attivati». Così Matteo Franconi assessore allo sport del Comune di Pontedera rassicura gli sportivi che frequentano la palestra. «Siamo a conoscenza del problema - continua Franconi - e abbiamo stilato una tabella con gli interventi da eseguire. Quelli più urgenti e necessari. Tra breve si potrà utilizzare la struttura senza più preoccupazioni e disagi. I nostri manutentori hanno effettuato un sopralluogo e non mancheranno i miglioramenti. Ma il tetto non è pericolante. Certo, lascia passare qualche infiltrazione che provvederemo a risolvere, ma la palestra è sicura». Già scritti nero su bianco le tappe di riqualificazione in programma, in attesa della nuova palestra. (paola silvi)
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