Il Tirreno

Pontedera

È morto a 69 anni Ottorino Marianelli

Ottorino Marianelli mentre abbraccia Chiappucci dopo una corsa
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Ottorino Marianelli mentre abbraccia Chiappucci dopo una corsa

Fu presidente dell'Uc Pecciolese. Martini: «Un generoso»

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 PECCIOLI. Addio presidente. Se n'è andato ieri intorno a mezzogiorno, Ottorino Marianelli per tanti anni dentro l'Uc Pecciolese e fino al 1994 presidente. Tanti lustri al vertice per far crescere un'organizzazione che da 58 anni allestisce la Coppa Sabatini, l'unica gara di ciclismo professionisti in provincia. Un infarto ha portato via agli affetti della moglie Ambretta e dei figli Matteo e Silvia, Ottorino Marianelli, 69 anni, che la maggior parte dei pecciolesi chiamava affetuosamente "Cocche".  I funerali domani pomeriggio a Peccioli.  Se ne è andato in silenzio, come nessuno che ha avuto a che fare lui era abituato. Forse è mancato un intervento tempestivo, visto che il 118 ha impiegato un po' per dirigersi verso Montecchio. Persona solare, festosa e generosa sapeva farsi apprezzare per spontaneità e schiettezza. Un timbro di voce baritonale ne esaltava i rapporti con amici, paesani e conoscenti.  Il "grande saggio" del ciclismo italiano, Alfredo Martini, tra l'altro cittadino onorario di Peccioli, appresa la notizia della morte di Ottorino Marianelli ne rimpiange «la generosità e la competenza. Un altro pezzo di ciclismo che se ne va - dice al telefono Martini -. Chi ha conosciuto Ottorino non può che riconoscerne le sue qualità. All'Uc Pecciolese ha dato tutto quello che poteva».  In effetti, se la società è arrivata al punto in cui è, molto del merito va a Marianelli la cui presidenza è durata più di un ventennio dopo essere stato comunque nell'ambito del consiglio. Negli anni Settanta, Ottanta e metà dei Novanta la Coppa Sabatini ha fatto quel salto di qualità che le ha permesso di avere al via i big del ciclismo nazionale e internazionale. Poi Ottorino, col fido scudiero Dino Guiggi, hanno passato la mano e l'Uc Pecciolese ha proseguito il cammino. Chissà se ora, con Adriano De Zan, Marco Pantani e Franco Ballerini, in qualche angolo di cielo "Cocche" non si ritroverà a parlare di bici e percorsi, di rapporti da usare e di sponsor. Perché il ciclismo l'aveva nel cuore. p.fa.

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