Il Tirreno

Pontedera

All’istituto comprensivo di Santa Croce non si faranno le consuete feste di fine anno

Si allarga la protesta dei docenti

Una manifestazione studentesca anti-Gelmini
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Una manifestazione studentesca anti-Gelmini

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 SANTA CROCE. L'agitazione tra i docenti per i tagli indiscriminati del governo al settore dell'istruzione si allarga a macchia d'olio. Ora, è la volta di Santa Croce, dove gli insegnanti del locale istituto comprensivo statale si fanno sentire con una presa di posizione assunta in occasione dell'ultima assemblea.  «In relazione agli effetti della recente riforma dell'ordinamento scolastico (la cosiddetta riforma Gelmini) - si legge nel documento approvato - denunciamo all'opinione pubblica, agli organi istituzionali presenti sul territorio e a tutti gli interessati il grave disagio riscontrabile nella scuola per l'incertezza del futuro lavorativo dei tanti precari, sia docenti che Ata, che per anni hanno garantito il funzionamento della scuola pubblica, la presenza di classi e di ambienti lavorativi sempre più affollati, spesso senza rispetto del limiti posti dalla normativa sulla sicurezza e dalla presenza di alunni disabili, e il peggioramento complessivo della didattica determinato dall'eliminazione delle compresenze.  Si tratta di una situazione - si fa presente - che grava su alunni e personale della scuola, verso il quale non c'è alcun rispetto da parte dell'amministrazione centrale e sul quale si è oltretutto pesantemente abbattuta l'ultima manovra economica, che ha avuto come conseguenza il blocco del contratto e la cancellazione della progressione economica dal 2010 al 2012. Si tratta per giunta di un personale ulteriormente mortificato dalla disposizione, sempre della manovra economica, secondo la quale le eventuali economie derivanti dal fondo di istituto per la contrattazione integrativa non resteranno più a disposizione delle scuole ma saranno utilizzate per finanziare i corsi finalizzati alla "diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni", gestiti direttamente dalle Forze Armate, dimenticando il fatto oggettivo che la scuola pubblica è da sempre in prima linea nella diffusione della cultura di pace».  A fronte di questa situazione, «che rischia di distruggere pian piano la scuola pubblica», i docenti ritengono doveroso richiamare l'attenzione di tutti i cittadini e delle istituzioni presenti sul territorio affinché si uniscano alla protesta generale ormai scoppiata in tutta Italia avente quale obiettivo principale la revoca della riforma.  «Rivolgiamo - proseguono i docenti dell'istituto comprensivo statale di Santa Croce - un sentito appello a tutte le forze sindacali affinché, in relazione alla gravità del momento, ogni divisione sia superata e si arrivi a forme di lotta comuni con l'indizione di uno sciopero generale della scuola da parte di tutti i sindacati di questo importantissimo settore della vita nazionale».  Anche a Santa Croce sono state messe a punto alcune forme di protesta concreta e di lotta, come ad esempio il rifiuto di effettuare ore aggiuntive rispetto al normale orario d'insegnamento, giudicando questo un modo per camuffare le conseguenze dei tagli operati. Analogamente, è stata decisa la non effettuazione delle varie feste di fine anno, «che contrasterebbero con il clima che in questo momento si vive nella scuola».  Infine, come già accaduto per l'istituto comprensivo Sacchetti di San Miniato, l'eliminazione delle compresenze ha reso impossibili l'organizzazione e l'effettuazione delle gite.

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