Il Tirreno

Pontedera

Di lavoro ci si ammala sempre più

Un operaio addetto alla catena di montaggio della Piaggio
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Un operaio addetto alla catena di montaggio della Piaggio

Aumentano le patologie. Le più diffuse? Quelle legate agli arti

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PONTEDERA. Di lavoro? Ci si ammala. E con maggiore frequenza. Dalla dermatite ai tumori, le malattie professionali, crescono. Ieri, se n'è parlato anche in un convegno organizzato da medicina democratica, prendendo spunto dalle denunce, presentate a più riprese, dai sindacalisti della Piaggio. Nell'intero territorio della azienda sanitaria pisana, i referti presentati in un anno, per malattie ritenute provocate dal lavoro che si svolge, sono 315, vale a dire più di una al giorno, se si contano i giorni lavorativi.  Le malattie. Nella stragrande maggioranza dei casi, sono i muscoli e gli arti, le parti del nostro corpo più esposte a problemi, legati al mestiere che uno svolge. Rappresentano, nella statistica che l'Asl 5 ha stilato nella sua relazione del 2010, quasi il 50 per cento: 65 casi sono legati al territorio dell'Area pisana; altrettanti, più o meno alla Valdera, un po' meno (una quindicina) i casi che sono stati denunciati alle autorità sanitaria da persone che abitano e lavorano nella zona dell'Alta Valdicecina.  Subito dopo ci sono i problemi acustici, quelli provocati dal rumore: quasi sedici persone ogni cento, si ammalano di udito, per i rumori che caratterizzano l'ambiente di lavoro. Subito dopo ci sono i casi di placche pleuriche e di asbestosi. Ma non sono trascurabili, sia come numero di casi che per l'incidenza percentuale, né i tumori, né le dermatiti, le cui cause vengono condotte al lavoro svolto e all'ambiente in cui viene svolto. Le aree geografiche. Ogni zona ha la sua peculiarità. Un esempio vale per tutti: l'asbestosi, nel computo delle denunce presentate nel 2009 nell'intero territorio di competenza dell'Asl 5, riguarda il dieci o poco più per cento dei casi. In tutto, sono 32 le denunce che sono state presentate. Se si fa eccezione per un caso, segnalato nella zona della Valdera, la totalità dei malati di asbestosi è residente dell'alta Valdicecina: Stiamo parlando di una malattia che è legata a inalazioni di amianto che, in quell'area, in passato, era assai frequente negli ambienti di lavoro. L'andamento nel tempo. Dalla tabella che pubblichiamo in questa pagina, si può verificare anche com'è cambiata, con il passare degli anni, la mappa delle malattie segnalate con i referti medici che sono stati consegnati agli appositi uffici dell'azienda sanitaria pisana. Ma, alcune distinzioni, sono obbligatorie: Fino al 2007, il numero dei referti è dimezzato. Il motivo? Le segnalazioni di malattie professionali venivano rivolte direttamente all'Inail, l'istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro. Dopo quella data, proprio per avere una situazione più reale di quel che accade nel mondo del lavoro, è stata stipulata una convenzione, tra il Dipartimento della Prevenzione dell'Asl e l'Inail, così tutti i certificati di malattia professionale che vengono indirizzati all'Istituto degli infortuni, vengono sistematicamente anche trasmessi al dipartimento di Prevenzione. L'altro chiarimento è legato all'esplosione, numerica, di casi di malattie correlate all'amianto, tutte provenienti dalla zona dell'Alta Valdicecina. Questo è dovuto al fatto che, nel frattempo è intervenuta la sorveglianza sanitaria nei lavoratori che, nella loro attività, erano stati esposti all'amianto.  Un servizio che il dipartimento di prevenzione ha attivato da poco più di un anno, in collaborazione con la Società della Salute di quel territorio. Stesso discorso vale per le malattie che riguardano i muscoli e le ossa, segnalate in maniera massiccia dai medici competenti e alcune forme di tumore, riscontrate in occasione di specifici programmi di prevenzione. I programmi di prevenzione. Spesso proprio la nostra azienda sanitaria ne è capofila: si tratta di progetti che, voluti e finanziati dalla Regione, vengono condotti sui luoghi di lavoro, allo scopo di far emergere malattie correlate al lavoro, spesso anche poco conosciute, addirittura a livello nazionale. Un progetto in particolare, attivato dal Dipartimento di Prevenzione dell'Usl 5, in collaborazione con il Dipartimento dell'azienda sanitaria di Empoli, l'Azienda ospedaliera e l'Inail, concluso a metà del 2009, ha permesso di far emergere più di cento casi di tumori alla vescica, di origine professionale, che non erano stati segnalati in precedenza.  Un tumore, questo, che può generarsi in ambienti di lavoro dove avviene la produzione di auramina, la produzione e l'uso coloranti, tintura pelli e tessuti, tinture per capelli, la produzione 4-cloro-touidina, produzione della gomma, di alluminio. Riguarda anche gli addetti alla gassificazione del carbone, chi produce Magenta, coke, i lavoratori in raffineria di petrolio, chi produce e ripara scarpe, chi utilizza pittura. La situazione nelle altre zone. Il raffronto con le malattie professionali denunciate nelle altre province della Toscana, si può fare nel quinquennio che va dal 2003 al 2007: le denunce che riguardano Pisa sono in crescita e, rispetto alle altre città, si pongono in una fascia alta della graduatoria: nell'ultimo hanno preso in considerazione, ad esempio, l'area di competenza dell'Asl 5 è alle spalle solo di Lucca, Firenze e Arezzo, con una quota che supera il dieci per cento dell'intera regione.

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