Sicurezza
Summit sulla 68, ma il ministro Matteoli non c'era
Francesca Suggi
Da Roma c'è apertura, ma i tempi dettati rendono il progetto difficilmente realizzabile. La messa in sicurezza della strada costa 40 milioni di euro
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VOLTERRA. «Non sarò a quel tavolo, sono in Sicilia». Taglia corto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Sa che mentre lui è nel Sud Italia a Roma si sta tenendo un tavolo tecnico sulla messa in sicurezza della strada regionale 68. Al posto suo, in qualità di rappresentante del ministero, c'è Barbara Marinali, direttore del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Davanti a lei, al tavolo i sindaci di Pomarance, Volterra e Monteverdi, un rappresentante della Crv, un assessore di Siena e dirigenti della Provincia di Pisa e della Regione Toscana. Si parla subito di cifre: i lavori per la messa in sicurezza della 68 - insieme al tratto nuovo verso Siena - si aggirano sui 40 milioni di euro.
Da parte del ministero traspare da subito un'apertura. Marinali si dice disponibile ad una compartecipazione economica, vincolata, però ad un processo molto complicato di immissione del progetto nei piani triennali delle opere pubbliche di Regione, Provincia e Comuni con carattere di priorità. Si parla di due, tre mesi al massimo per "catturare i soldi". La tempistica è alquanto stretta, aspetto che mina alla radice il progetto tanto da renderlo difficilmente praticabile.
Senza contare che buona parte delle opere messe in cantiere dai Comuni spesso non sono neppure finanziate, aspetto che rende ancora più cruda la realtà e il futuro della strada regionale 68. E' emersa addirittura la richiesta da parte del ministero di avere un progetto di fattibilità - non costa meno di 300mila euro - dell'intera operazione entro la fine dell'anno. Difficile pensare di riuscire ad averlo, considerato che solo per attribuire un incarico del genere occorrono questi tempi. L'impresa è ardua, ma sicuramente i sindaci dell'Alta Val di Cecina lotteranno per questo.
Da parte del ministero traspare da subito un'apertura. Marinali si dice disponibile ad una compartecipazione economica, vincolata, però ad un processo molto complicato di immissione del progetto nei piani triennali delle opere pubbliche di Regione, Provincia e Comuni con carattere di priorità. Si parla di due, tre mesi al massimo per "catturare i soldi". La tempistica è alquanto stretta, aspetto che mina alla radice il progetto tanto da renderlo difficilmente praticabile.
Senza contare che buona parte delle opere messe in cantiere dai Comuni spesso non sono neppure finanziate, aspetto che rende ancora più cruda la realtà e il futuro della strada regionale 68. E' emersa addirittura la richiesta da parte del ministero di avere un progetto di fattibilità - non costa meno di 300mila euro - dell'intera operazione entro la fine dell'anno. Difficile pensare di riuscire ad averlo, considerato che solo per attribuire un incarico del genere occorrono questi tempi. L'impresa è ardua, ma sicuramente i sindaci dell'Alta Val di Cecina lotteranno per questo.
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