Il Tirreno

Pontedera

Le nostre banche al vertice in Toscana

Manolo Morandini
Le nostre banche al vertice in Toscana

Premiate da uno studio nazionale per solidità, produttività e redditività

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PONTEDERA. Equilibrate, solide, redditizie, produttive. Tra i primi dieci istituti di credito della Toscana spiccano quelli con testa in provincia di Pisa. La Popolare di Lajatico per il quarto anno guida la speciale classifica curata dagli analisti di Banca e Finanza, rivista specializzata che ha spulciato i bilanci 2009 delle banche. Seguono le casse di risparmio di Volterra e di San Miniato. Le classifiche offrono uno specchio di valutazione e raffronto delle aziende di credito. E ciò anche se resta difficile decifrare il vero stato di salute delle banche in un momento particolarmente complesso come l'attuale. La domanda di credito buono, infatti, continua a essere debole, per i pochi investimenti e la bassa crescita dell'attività produttiva e dei redditi delle famiglie. Dall'altro lato, l'offerta da parte delle banche resta cauta, per via della necessità di mantenere attivi contenuti per non consumare troppo capitale di vigilanza. Comunque, i numeri elaborati sono un valido criterio di raffronto della qualità e dell'efficacia delle politiche praticate dagli istituti.  A determinare la posizione in classifica è l'indicatore Superclassifica, elaborato sulla base della media degli indici di solidità, redditività e produttività. L'ottica è quella dell'azienda. In pratica, la banca è tanto più virtuosa quanto più si avvicina a 100.  Solidità. Il giudizio di solidità tiene conto del rapporto tra i crediti più a rischio e il patrimonio netto. Inoltre la qualità dei crediti sulla base di quelli in sofferenza al netto delle svalutazioni per presunte perdite. E il peso degli impieghi presso clienti rispetto al totale dei mezzi propri.  Redditività. La misura della redditività netta della banca, data dal rapporto tra risultato netto e patrimonio netto. Inoltre, nella valutazione si tiene conto del risultato della gestione corrente prima delle imposte rispetto al totale dell'attivo impiegato e immobilizzato. Ma anche del margine di intermediazione rispetto all'attivo fruttifero, cioè quanto ha reso all'istituto l'attività di intermediazione finanziaria e creditizia, a prescindere dai costi di struttura e dalle svalutazioni.  Produttività. Si è tenuto conto della ricchezza prodotta da ciascun dipendente. Inoltre, del peso dei costi di struttura sul margine prodotto dalla gestione caratteristica. E del margine dell'attività caratteristica sul totale dei mezzi propri e raccolti da banche, clienti e in titoli.  Lo scenario. Lo spettro resta la qualità dei crediti. Nel 2009 quelli deteriorati, in linea generale, sono cresciuti quasi del 50%. Per le banche, oltre ai problemi di gestione, si è posto perciò il dubbio su chi continuare a finanziare e chi no.  Su scala locale a sorridere oltre alla Bp Lajatico, che spicca per la solidità, anche la Cr di Volterra, che si attesta in seconda posizione, premiata sul piano della redditività. La Cassa di San Miniato è settima, preceduta dalla Cr di Lucca, Pisa e Livorno.  «Non dobbiamo dimenticare che il mondo bancario tra il 2007 e il 2008 ha dovuto fare i conti con la crisi finanziaria e che dal 2009 sconta una crisi che si è trasferita nell'economia reale». È questa la premessa del direttore generale della Crv Roberto Pepi. Che aggiunge: «L'analisi riconosce l'impegno di questi anni. La Cassa ha proseguito nell'apertura di sportelli senza andare su territori per noi nuovi. Insomma, non siamo andati alla ricerca di avventure scegliendo, invece, di allargarci e consolidarci nella zona in cui siamo storicamente presenti». «I risultati ci stanno premiando - sottolinea - L'autonomia dell'istituto è un aspetto strategico. È alla base di tutto».

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