Il dolore
Gita in Vaticano, c'è imbarazzo
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Papa Ratzinger durante una delle udienze Uffici comunali disorientati per l'udienza dal Papa
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SAN MINIATO. L'udienza dal Papa provoca imbarazzo tra gli uffici comunali: qualcuno mette le mani avanti («Non si prendono prenotazioni»), qualcun'altro sbotta («Non ne sappiamo assolutamente niente»). Abbiamo provato a contattare i tre uffici comunali che, secondo le locandine, avrebbero dovuto fornire informazioni e prenotazioni per l'udienza in Vaticano di mercoledì 17 novembre. Un'iniziativa organizzata dalla diocesi e dell'amministrazione come segno di una ritrovata collaborazione dopo anni di rapporti tutt'altro che facili. Una partecipazione, quella del Comune, che ha fatto storcere il naso a qualcuno, come l'ex sindaco Angelo Frosini, molto critico al congresso dell'Unione comunale Pd di venerdì sera. Nei giorni scorsi, all'inizio della polemica, dal municipio avevano precisato che gli uffici comunali avrebbero fornito solo informazioni, niente di più. Telefonando all'Urp ce lo fanno sapere subito: «Non prendiamo prenotazioni, bisogna che telefoni nelle parrocchie. Il Comune ha soltanto aderito ma non si occupa dell'organizzazione». All'anagrafe di San Miniato Basso breve consulto tra le impiegate («Ma chi gli devo passare?»); poi ci forniscono il numero messo a disposizione del Comitato Palio del Cuoio. All'anagrafe di Ponte a Egola, invece, replicano seccati: «Non sappiamo niente, hanno sbagliato a fornire il nostro numero, telefoni su in Comune». Le critiche, tuttavia, continuano ad arrivare. Dopo le parole di Sel della scorsa settimana, interviene adesso Fabio Corsi dei Comunisti Uniti. «Non ci sorprende che il Comune di San Miniato organizzi insieme alla diocesi la visita dal Papa, facendosene addirittura promotore - dice Corsi -. Sono anni che i nostri sindaci regalano centinaia di migliaia di euro alla Chiesa perché rifaccia il look ai suoi edifici. Il bilancio del sociale langue da mesi, eppure anche quest'anno la giunta ha regalato 50mila euro alla diocesi, l'anno scorso 120mila. Si dilapidano risorse che potrebbero essere utilizzate, ad esempio, per migliorare asili o far pagare meno certi servizi alle fasce più deboli. La legge regionale sugli oneri di urbanizzazione secondaria non obbliga affatto a concedere contributi alla Chiesa. Quindi, si tratta solo di una scelta politica della giunta, che cerca così di ingraziarsi uno dei poteri forti della nostra zona sperando magari di trarne benefici elettorali». G.P.
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