Italia
Rottura sullintegrativo: pendolarismo, carichi di lavoro e sicurezza i temi caldi
Crv, scioperano i dipendenti
◗
Lesterno della Cassa di Risparmio 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Incroceranno le braccia i dipendenti della Cr di Volterra: gli sportelli delle 78 filiali dell'istituto di credito resteranno chiusi venerdì 29 ottobre, venerdì 5 e lunedì 15 novembre. Le trattative sul rinnovo del contratto integrativo si sono interrotte. Né è servito il tentativo di conciliazione tra le parti previsto dalla legge sulla regolamentazione degli scioperi e richiesto dai sindacati: «a quest'ultimo tavolo - denunciano i sindacalisti di Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e di Fabi - I dirigenti non si sono nemmeno presentati». Non si respira un buon clima in azienda. La trattativa sul contratto integrativo, avviata nella scorsa primavera, si era arenata ed era stata giudicata insoddisfacente dalle assemblee del personale. Tre le questioni ritenuti irrinunciabili dai dipendenti. La prima: il pendolarismo. «I dirigenti parlano della Cr Volterra come di una banca ad impatto ambientale zero - dice Marco Chirici (Fiba Cisl) - nel frattempo, però, obbliga molti dei dipendenti a lunghi viaggi con le proprie auto per raggiungere il posto di lavoro». Secondo i sindacati, l'azienda avrebbe proposto loro una una tantum al momento del trasferimento («e solo in particolari casi - precisa Gregorio Furiesi, di Fisac/Cgil - sì che, facendo due conti, oltre la metà del personale interessato resterebbe fuori da questo beneficio). «Un beneficio modesto commenta Giovanni Mangini, della Fabi: una volta corrisposto, i dirigenti della Cr Volterra vorrebbero avere le mani libere di tenere i colleghi in una situazione di disagio a tempo indeterminato». Chiediamo, al contrario - dicono i sindacalisti - che ci vengano risparmiate trasferte quotidiane anche di oltre 80 km, o almeno che il sacrificio richiesto ai dipendenti sia limitato nel tempo. La seconda: i carichi di lavoro. «Sono pesanti quelli imposti dalla nuova organizzazione aziendale», sostiene Marco Chirici (Fiba Cisl) «Uno studio non verrà fatto prima della primavera 2011». «Così facendo, però - riprende Furiesi - ne va dalla qualità dei servizi offerti ai clienti». Conclude Mario Pertici (Fabi) sulla sicurezza e la salute dei dipendenti. Un esempio: «L'azienda ha posto complicate limitazioni al riconoscimento del permesso per malattia in caso di visite specialistiche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
