Il Tirreno

Pontedera

Mercatino del baratto, l'idea dell'Ipsia potrebbe diventare una manifestazione

Il giardino dell’Ipsia
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Il giardino dell’Ipsia

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 PONTEDERA. Una marmitta può valere come un gioco della playstation? E un modello informatico può ispirare nuovi rapporti sociali? Questione di giudizi autogestiti, di scelte condivise: il mercatino del baratto, all'Ipsia, si è mosso in questa direzione.  Cinquanta studenti, per la maggior parte dei corsi meccanici ed elettronici, hanno messo in piedi un vero proprio scambio di oggetti, prendendo come esempio l'open source "Linux", un software che nello scambio di informazioni e assistenza tecnica fra utenti ha il suo punto forza. «L'iniziativa si è svolta all'interno della giornata nazionale di Linux» spiega la responsabile della biblioteca, nonché coordinatrice del progetto di scambio, Ilaria Ferretti. La mattina si è svolta una conferenza sull'argomento, cui hanno partecipato esperti in materia. Poi il mercatino: «I ragazzi hanno portato di tutto: dalle marmitte di motorini ai componenti per Pc ai videogiochi». Obiettivo, rafforzare l'idea di base, bandiera dell'open source: «Un modello informatico quasi a costo zero dove tu dai qualcosa per avere qualcosa in cambio».  Dal virtuale al concreto, dalla conoscenza - nello stile del web - alla trattativa materiale. A partecipare non solo gli studenti, ma anche numerose famiglie, alcune delle quali provenienti da San Miniato, dove l'iniziativa potrebbe essere esportata: «Non si trattava di professori - racconta Ferretti - ma semplici cittadini incuriositi, che hanno espresso l'intenzione di riproporre il mercato del baratto nella loro città». F.B.

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