Il Tirreno

Pontedera

Il frantoio torna a nuova vita

Elena Iacoponi
Un frantoio
◗
Un frantoio

Alle Macine subentrata un'altra cooperativa che dà lavoro a sei persone

2 MINUTI DI LETTURA





 CASCINE DI BUTI. Il frantoio della cooperativa "EffeErre" nella zona industriale "La Tura" di Cascine di Buti ha una nuova vita: in questa campagna di molitura delle olive è subentrata la nuova cooperativa formata da 6 lavoratori, alcuni dei quali vecchie conscenze dello stesso frantoio.  L'attività esiste da ottobre del '96 ed era di proprietà della cooperativa agricola "Le macine", ed in un prossimo futuro dovrebbe diventare di proprietà dell'attuale cooperativa.  «Non ci occupiamo solo della lavorazione delle olive, in gergo molitura - spiega Lucia Daini, lavoratrice del frantoio di Cascine di Buti - nei periodi in cui non frangiamo effettuiamo anche la manutenzione del verde, dei giardini. In Italia si è investito molto sulla cultura del vino, ma poco su quella dell'olio, vorremmo che il nostro Ministero dell'agricoltura si interessasse di più a questi prodotti tipici locali. Ci teniamo al nostro frantoio, ci siamo affezionati ed abbiamo ricevuto anche premi in manifestazioni come "Volterra Gusto" ed abbiamo lavorato sia con la Provincia di Pisa e la Regione Toscana in collaborazione con le scuole del territorio. I ragazzi si sono dimostrati molto interessati, hanno assaggiato il pane con sopra l'olio nuovo a crudo, hanno gradito molto e hanno imparato come viene prodotto l'olio che comprano al supermercato, con la differenza tra olio d'oliva, olio extra-vergine, olio di sansa. Il frantoio non è di nostra proprietà - aggiunge Lucia- ma confidiamo che lo diventi presto, perchè vogliamo acquistarlo come cooperativa. Frangiamo solo per terzi olive come le moraiole, leccine, e madre mignola. Vengono da noi un po' da tutta la zona: Santa Maria a Monte, Bientina, San Giovanni alla Vena, Vicopisano. La campagna di molitura è iniziata in questi giorni, ma quest'anno non sarà una buona annata, perché ci sono poche olive. Per la frangitura - continua Lucia - abbiamo iniziato nel '96 con le presse e l'olio veniva estratto dalla compressione delle olive con le fiscole. Oggi il nostro frantoio lavora con le macine ed ha un separatore centrifugo, che divide l'acqua dall'olio. Le macine hanno il compito di sminuzzare l'oliva. Un tempo più veniva sminuzzata l'oliva e più veniva lavorata, meglio era, invece oggi, viene macinata poco per diminuire l'acidità dell'olio. Il nostro è un frantoio che lavora a freddo, e la qualità dell'olio è migliore proprio per questo: è il tipo di frangitura che fa la differenza, oltre alle olive».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web