Sicurezza
I progetti che portano in Europa
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Due degli autori dei progetti premiati per il concorso delle Buone Pratiche Il premio alle buone pratiche è andato a Paolo Cantoresi Giuseppina Trimarchi, Martina Oliva e Tiziana Biasci
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PONTEDERA. Durante il suo percorso di degenza deve essere coccolato e assistito in ogni sua esigenza. Misura di tutti i servizi è il paziente. E non a caso l'azienda ospedaliera ha premiato, attraverso il concorso per le Buone Pratiche, le iniziative e i comportamenti che hanno dimostrato di operare verso un concetto più moderno di salute e di collaborazione. «L'ambito di applicazione dei progetti - ha spiegato Patrizia Scida, coordinatore aziendale Hph - si è esteso da quello strettamente ospedaliero a tutto il panorama dei servizi in un'ottica della promozione del benessere». La targa e il viaggio alla prossima conferenza internazionale in Finlandia o uno stage in una struttura europea sono stati vinti da quattro progetti. Paolo Cantoresi, si è aggiudicato il primo posto nel settore dell'educazione terapeutica del paziente e della famiglia, con l'idea di una forte integrazione del territorio e della cittadinanza. Nell'area dell'accoglienza e del comfort ha riscosso successo il piano di Giuseppina Trimarchi, che ha cercato di mettere in atto un consultorio per donne extracomunitarie. Martina Oliva ha vinto invece per la comunicazione rivolta agli utenti, sviluppando il concetto di ponte fra i vari servizi. E nell'ultima buona pratica, quella della continuità assistenziale per i "pazienti fragili", è stata premiata Tiziana Biasci che ha posto l'attenzione sulle lesioni cutanee.
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