Il dolore
Minacce di morte alla dirigente comunale che si occupa della casa
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Una riunione del consiglio comunale di Cascina Il sindaco rivela il fatto durante il consiglio comunale sulle case minime Deciso il piano per lo sgombero dei vecchi edifici di via Corsica
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SAN LORENZO ALLE CORTI. «Non saranno tollerate più minacce di morte o comportamenti furbeschi di cui gli autori risponderanno nelle sedi opportune». Il sindaco, Moreno Franceschini, nella relazione al consiglio comunale sulle case minime di San Lorenzo alle Corti, si è dimostrato deciso sulle prossime mosse da fare per liberare gli alloggi fatiscenti e procedere con il progetto di riqualificazione previsto in via Corsica. E cioè con la costruzione di altri venti alloggi di edilizia convenzionata. Il primo cittadino non è entrato nei dettagli delle minacce: alla riunione erano presenti anche alcuni dei cittadini che dovranno lasciare le case minime. Durante il consiglio comunale in cui è stato deciso a maggioranza (con l'astensione di An che ha criticato la gestione del problema, e il voto contrario del consigliere dell'Udc-lista civica) di dare corso al progetto di trasferimento provvisorio delle sette famiglie rimaste in via Corsica è stato anche spiegato che il Comune ha effettuato alcune verifiche sui requisiti di chi vive nelle case popolari. L'amministrazione sta revocando un alloggio ad un cittadino che ha falsificato la dichiarazione presentata al Comune nella parte che attestava il reddito. Sarà quindi presentata una denuncia. È stato inoltre denunciato anche l'autore delle minacce alla dirigente del settore, dottoressa Claudia Del Lungo. L'episodio, che lascia sconcertati, è avvenuto nei giorni scorsi proprio in via Corsica dove la dirigente si è recata insieme alle forze dell'ordine per concordare il trasferimento delle famiglie che sono rimaste negli alloggi popolari. Il clima sulle questioni che riguardano le politiche sulla casa è diventato incandescente e la situazione sembra sfuggita dal controllo dell'amministrazione comunale. Buona parte delle voci collegate a presunti atteggiamenti dell'ormai ex assessore alla casa, Roberto Lorenzi, sotto inchiesta per il reato di concussione, nascono proprio da come è stata gestita l'emergenza casa. Ma anche dalla politica che è stata attuata nei confronti di chiede aiuto perché non ha un "tetto" dove dormire. I controlli, effettuati negli ultimi mesi, hanno dimostrato che possono esserci i soliti furbetti che con i loro comportamenti rischiano di penalizzare chi invece ha effettivamente bisogno di un alloggio popolare. Ormai il Comune e Apes, dopo avere speso tanti anni nelle lentezze della burocrazia, devono far partire i lavori degli ultimi venti alloggi. C'è il rischio che vengano revocati i finanziamenti. Per cui nella delibera approvata ieri il Comune si è impegnato a trovare alle famiglie che ora devono lasciare via Corsica non solo una soluzione provvisoria. Gli occupanti se in possesso dei requisiti troveranno in via prioritaria, si legge nella delibera, una sistemazione definitiva nei nuovi appartamenti o in alloggi che saranno disponibili. Ora non resta che capire quando le case minime potranno essere demolite.
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