Liniziativa è della Cisl, affiancata dal patronato Inas
Amianto, nasce un coordinamento per garantire agli esposti gli indennizzi
Gabriele Orsini
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Sacchi di amianto in Alta Valdicecina 2 MINUTI DI LETTURA
LARDERELLO. Di amianto si muore ancora. I dati elaborati dalla commissione parlamentare del 1997 parlano chiaro: almeno il 5% dei tumori diagnosticati ogni anno in Italia sarebbero riconducibili alle polveri respirate nei luoghi di lavoro. E la stima delle morti bianche ottenuta applicando questa percentuale al numero di decessi annuali per tumore è agghiacciante: nel 2006 ad esempio in provincia di Pisa sarebbero state 160. Solo 6 sono stati invece i casi di indennizzo da parte dell'Inail. Recentemente la Cisl, affiancata dal patronato Inas, ha dato vita ad un coordinamento dei lavoratori già esposti all'amianto. L'iniziativa, che sarà presentata il 28 ottobre in un convegno alla stazione Leopolda di Pisa, punta a garantire a tutti l'indennizzo Inail ed i contributi pensionistici qualora dovessero essere colpiti da danni alla salute conseguenti all'esposizione alla sostanza. Le principali patologie che causa l'amianto sono placche ed ispessimenti della pleura, l'asbestosi (una malattia polmonare cronica) ed i tumori polmonari. Malattie silenti, che dal momento in cui si manifestano (spesso questo accade molti anni dopo essere stati in contatto con la sostanza, il picco delle patologie è previsto infatti per il 2015) lasciano poco tempo di vita a chi le ha contratte. Una legge ha proibito l'utilizzo dell'amianto nel 1992. La situazione è sicuramente migliorata rispetto a qualche decennio fa, quando i grandi stabilimenti come l'Enel di Larderello, la Saint Gobain, la Piaggio, la Richard Ginori, la Motofides, lo impiegavano largamente. Da allora la grande industria si è impegnata a bonificare le proprie strutture produttive, ma i problemi restano. «In alcuni settori - afferma Roberto Chelucci, operatore del patronato Inas infortuni sul lavoro e malattie professionali - come l'edilizia o la cantieristica i lavoratori si trovano in molti casi ancora ad operare in presenza della sostanza cancerogena». «In Italia l'attenzione - spiegano i vertici Gabriello Cima della segreteria provinciale della Cisl - è focalizzata sulle morti da trauma, e non tiene conto degli effetti di lungo periodo derivanti da agenti tossici».
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