Il dolore
La ripresa non garantisce il lavoro
L'analisi congiunturale della Camera di commercio
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PONTEDERA. È modesta la ripresa produttiva che interessa le aziende manifatturiere della provincia. Nessun facile ottimismo nell'analisi conginturale della Camera di commercio di Pisa che vede a rischio gli attuali livelli occupazionali. I dati elaborati sono relativi al secondo trimetre dell'anno e riguardano le imprese con almeno 9 addetti. La ripresa produttiva, stando all'evoluzione degli ordini provenienti dall'estero alle aziende pisane (+5,0%), è frutto della domanda internazionale, mentre il mercato interno (-1,6% gli ordinativi nazionali) sta vivendo una situazione complessa a causa soprattutto della debolezza dei consumi. Le imprese sembrano incontrare molte difficoltà a mantenere invariata la propria forza lavoro. «La profonda caduta produttiva del biennio 2008-2009, non ancora compensata dalle migliori ancorché non esaltanti dinamiche di inizio 2010, continua infatti a produrre i suoi effetti sui livelli occupazionali: gli addetti al settore manifatturiero sono diminuiti di 3,9 punti percentuali», si legge nel report statistico della Camera di commercio. Che aggiunge: «A evitare una contrazione dell'occupazione industriale ancora più marcata ha senz'altro contribuito l'ampio ricorso alla cassa integrazione guadagni». Particolarmente difficile è la congiuntura delle piccole unità produttive (da 10 a 49 addetti), realtà che rappresentano buona parte dell'universo delle imprese industriali del territorio. «La piccola industria, per quanto riguarda l'evoluzione della produzione, mette a segno la dodicesima flessione consecutiva (-1,4%) mentre il fatturato (+0,4%) conferma la seppur stentata crescita del primo trimestre 2010 - sostiene lo studio -. Anche per questa particolare categoria aziendale si osserva una divaricazione della dinamica degli ordini con quelli provenienti dai mercati esteri che avanzano e gli interni che arretrano». Tra i settori spiccano i comparti a più elevato contenuto tecnologico come la meccanica (+28,2% la produzione tendenziale) e l'elettronica (+13,8%) ma anche i settori di base della chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+4,5%) e alcune componenti del comparto moda, come le calzature (+1,4%) e il tessile-abbigliamento (+5,2%). Positiva, infine, anche l'accelerazione registrata dalle manifatture varie (+11,7%). Tra i settori che continuano ad arretrare sono da segnalare quelli afferenti alla filiera edile, quali legno-mobili (-9,1%), vetro (-32,8%) e gli altri minerali non metalliferi (-2,3%). Negative anche le evoluzioni dei metalli (-5,2%). Anche l'alimentare registra una decisa battuta d'arresto (-6,7%).
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