Il Tirreno

Pontedera

L’Unione della Valdera sepolta dalle richieste di aiuto per pagare l’affitto, le bollette e le spese di scuola

In crescita i nuovi poveri

Paola Silvi
In crescita i nuovi poveri

L'esercito delle famiglie bisognose: sono a quota 7.750

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Si allarga l'emergenza, spiccano le richieste d'aiuto. Sono sempre di più le persone che vivono un disagio economico, costrette a ricorrere ad ogni sorta di sostegno per sbarcare il lunario. Dagli sconti sulle tariffe scolastiche all'integrazione sull'affitto, dai buoni alimentari a quelli sanitari, dagli assegni di maternità ai contributi sulla luce, sul gas e sull'acqua. Aumenta il numero dei cassintegrati, delle famiglie numerose, dei giovani precari e stranieri alla ricerca di un appoggio.

Un esercito di bisognosi che in Valdera sfiora quota 7.750. E che si declina tra le varie forme di assistenza. Tra i vari finanziamenti erogati. In 673 hanno bussato alle porte dell'Unione dei Comuni per richiedere contributi ordinari, in 258 hanno usufruito degli sconti sanitari, in 210 di quelli alimentari. Oltre 1.800 hanno visto alleggerirsi la bolletta dell'Enel, mentre 1.102 utenti hanno tirato un sospiro di sollievo per le spese del gas. 1.164 ragazzi hanno potuto studiare grazie ai bonus e 668 famiglie hanno fatto domanda per i buoni libro.

Dagli adolescenti alle 82 mamme in difficoltà, ai quasi 300 sostegni da indirizzare alle badanti. Un universo di povertà che allarma e per il quale scendono in campo, come possono, i Comuni della Valdera. Stanziando intanto, per l'anno in corso, oltre 900mila euro che vanno ad aggiungersi ai 2 milioni e 600mila euro ancora da distribuire per gli affitti. Soldi che a volte ricoprono il 50% del fabbisogno complessivo, altre volte meno.

«Nel 2009 - entra nel merito Davide Cerri, dati alla mano, responsabile del settore per l'Unione - per quanta riguarda i contributi affitto, rispetto ad un'esigenza totale di 2.569.303 mila euro, sono stati erogati 1.239.344 euro. Quest'anno invece non riusciremo ad arrivare oltre il 40% delle risorse che sarebbero necessarie». Per il futuro poi l'orizzonte si prospetta sempre più nero.

«La situazione sociale è particolarmente grave. Sono in salita - aggiunge il responsabile - gli sfratti di cui abbiamo notizia e purtroppo i pesanti tagli della manovra finanziaria 2001 non ci fanno stare tranquilli. Mancano certezze sul domani». E se i numeri delle dichiarazioni Isee presentate e delle domande inviate continuano a crescere mese dopo mese, questa impennata numerica si traduce in due fattori paralleli.

Da una parte la maggiore conoscenza dello strumento e degli scopi per cui viene utilizzato il fatidico Isee, dall'altra un innegabile aumento di sofferenza economica, di famiglie che avevano un tenore di vita medio ed oggi si ritrovano accerchiate dalla crisi. «Non sempre - sottolinea Cerri - l'aumento delle dichiarazioni è sinonimo di aumento di povertà perché le stesse persone possono richiedere diverse riduzioni. Ma è vero anche che sono 900 gli interventi rivolti alle persone indigenti e che su 10 famiglie che lanciano un grido d'allarme, 8 ottengono risposte positive».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa