Il Tirreno

Pontedera

Allarme intossicazione a scuola

La scuola elementare di Calcinaia e il cartello per i genitori
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La scuola elementare di Calcinaia e il cartello per i genitori

Bruciore a gola e occhi, tosse: sott'accusa la disinfestazione del giorno prima

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 CALCINAIA. «Tossivano, lacrimavano, lamentavano mal di gola e difficoltà di respirazione. Prima uno, poi due, tre, intere classi». I genitori si sono trovati in mezzo ai bambini che hanno accusato i primi malori. «Li abbiamo fatti uscire dall'istituto - raccontano - abbiamo chiamato l'Asl e siamo andati in Comune». La paura è durata un'oretta davanti ai cancelli della scuola elementare Martin Luther King di Calcinaia, che accoglie circa 300 ragazzi dai 6 ai 10 anni.  L'ipotesi di intossicazione pian piano si è dissolta. L'allarme è scattato verso le 8 quando sono entrati in aula i primi studenti, quelli dello scuolabus. Subito, i primi sintomi. Raucedine, pizzicore alla gola e rossore agli occhi. «Quando ho portato mio figlio - racconta una mamma - ho visto tanta gente fuori da scuola. Il caos. Bimbi che tossivano, la maestra d'inglese senza voce e qualcuno che, spaventato, piangeva».  Il motivo di tanta preoccupazione? I moscerini che nei giorni scorsi hanno invaso la struttura, scegliendo la mensa come dimora privilegiata. O meglio, la disinfestazione eseguita mercoledì pomeriggio. «Sapevamo dell'operazione contro i moscerini - aggiungono altri genitori - ma ci avevano assicurato che non avrebbe avuto conseguenze sui nostri figli». Il mercoledì pomeriggio non c'è lezione alla Martin Luther King «e sarebbe stato sufficiente - continuano - areare i locali. Almeno così ci avevano riferito». Di fatto, l'odore forte "di menta", specificano alcune mamme, ieri mattina penetrava ancora nelle narici e un sopralluogo effettuato sul posto da una delegazione di genitori coraggiosi ha puntualizzato «la presenza di una pappina untuosa sopra i tavoli. Una sorta di polverina con i moscerini appiccicati che faceva bella mostra di sé e rilasciava un fetore acre», sintetizzano. L'unica soluzione, presa così su due piedi dalla vicaria dell'istituto, è stata chiudere la scuola. Chi poteva si è riportato il figlio a casa, per gli altri già lasciati a scuola sono state chiamate le famiglie, alimentando il tam tam. E in attesa dei genitori, una ventina di alunni sono stati trasferiti nella palestra delle medie, poco distante dalla struttura. I familiari, in ansia, sono corsi a chiedere spiegazioni.  La preside Daniela Pampaloni prova a calmare le acque e a relativizzare un allarmismo, a suo giudizio, esagerato e inconsistente. «Le azioni si sono succedute velocemente e in realtà non ci sono responsabilità specifiche da attribuire. Il prodotto utilizzato non era tossico. Se forse i genitori avessero seguito il nostro consiglio e avessero aspettato qualche minuto in più, il pavimento si sarebbe asciugato e la situazione sarebbe tornata alla normalità».

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