Sicurezza
Parte da questa sera il Festival
Il teatro Era mette "L'abito"... buono
A.L.
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PONTEDERA. E quindi ecco che la "Tenda di Abramo", come il direttore artistico Roberto Bacci definisce lo spirito che anima la struttura antropomorfa del Teatro Era, si apre a nuove suggestioni, a nuovi incontri. Il Festival 2010 che la Fondazione Pontedera Teatro organizza di concerto col Comune di Pontedera inizia stasera con un doppio appuntamento che porta in scena le suggestioni di Pessoa e Molière. Alle 21 va in scena il debutto in prima nazionale di "Abito" (nella foto una scena dello spettacolo), diretto da Roberto Bacci e Anna Stigsgaard e ispirato a "Il libro dell'inquietudine" del grande autore portoghese. Sul palco, quattro attori storici della Compagnia Laboratorio di Pontedera, Elisa Cuppini, Savino Paparella, Francesco Puleo, Tazio Torrini, affiancati da un coro in bicicletta di 11 giovani attori. Lo spettacolo, nuova produzione della Fondazione Pontedera Teatro, replica il 21 e 22 ottobre alle 21 e il 23 alle 19. In seconda serata, alle 22.30, e fino a venerdì 22 ottobre alla stessa ora, va in scena la nuova versione de "L'ospite segreto", protagonista Cacà Carvalho, affiancato in scena da Joana Levi, regia di Roberto Bacci, testo di Stefano Geraci (co-autore con Bacci anche della drammaturgia di "Abito). Il significato metaforico della "Tenda di Abramo" come crocevia di esperienze emozionali ed esistenziali si riflette anche nell'entusiasmo degli 11 giovani attori che hanno mosso i primi passi nel teatro grazie a un corso di formazione dagli effetti felicemente sorprendenti. La Fondazione Pontedera Teatro l'organizzò al Teatro Era lo scorso anno. Gran parte dei coreuti ciclo-muniti di "Abito", creature in nero che si muovono tra fondali grigi e diresti precipitate da una tela di Magritte (le scene e gli abiti sono di Márcio Medina), arrivano direttamente da quell'esperienza. «Molti di quei ragazzi - dice una di loro, la butese Cristina Sanae Valota, chiare origini asiatiche manifestate dai tratti orientali del suo bel volto, vent'anni, la più giovane della compagnia - hanno cercato di non disperdere il lavoro fatto continuando a trovarsi, a organizzare cose. Un giorno Roberto Bacci ci ha chiamato per il suo nuovo spettacolo, chiedendoci di partecipare come coro. Una grande opportunità, poter star dentro a una produzione di questo livello». Alice Casarosa, pontederese, trent'anni: «È bello che tanti di quei ragazzi abbiano deciso di prolungare l'esperienza del corso di formazione. Significa cercare un'apertura a nuove iniziative. Veniamo tutti da esperienze molto diverse: veder nascere un'omogeneità di intenti dall'eterogeneità di partenza è stato elettrizzante».
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