Il Tirreno

Pontedera

Gli immigrati lasciano la stazione

Paola Silvi

Sorpresa: ora le vie a maggiore densità di stranieri sono più vicine al centro

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 PONTEDERA. Sono giovani, soprattutto single. Ma anche nuclei familiari composti da un minimo di 4 persone. Senegalesi, albanesi, rumeni, marocchini, nigeriani, bulgari, cinesi, somali, tunisini. Provengono da 34 nazioni diverse. Ma non vivono solo nel quadrilatero della stazione, quello che comprende piazza Unità d'Italia, via Sacco e Vanzetti, via Carducci, via I Maggio fino a via Fiumalbi e alla zona della Coop.  La geografia residenziale di Pontedera sta cambiando e sta accogliendo i cittadini immigrati. E' questa la fotografia dei quartiere che stanno spalancando le porte al 7.5% degli stranieri ufficialmente presenti. Una radiografia che si scopre dai dati dell'ufficio Anagrafre del Comune e sfogliando le pagine della "Mappatura del Quartiere della Stazione di Pontedera", studio svolto nell'ambito del progetto "Integrazione degli stranieri in Valdera". Se qualche anno fa piazza Unità d'Italia era la più frequentata dagli immigrati, oggi si contendono il podio via Pisana con 150 extracomunitari su 449 residenti italiani, via Roma con 179 su 340 e via Vittorio Veneto, nel quartiere Oltrera, con 161 stranieri su 320 pontederesi d'origine. E se dal 2006 al 2009 le presenze multiculturali raddoppiavano all'ombra della ferrovia, oggi i pontederesi cittadini del mondo scelgono anche altre strade, espandendosi a macchia d'olio negli angoli della città. "Una lettura di Pontedera - dice il sindaco Simone Millozzi - che sottolinea la complessità e la molteplicità degli aspetti. Una presenza diffusa che fa riflettere sul valore dell'integrazione e annulla le ghettizzazioni". E se rimangono criticità da affrontare come il sovraffolamento degli appartamenti in zona stazione, per quanto riguarda il livello di coesione interna alle singole comunità, non tutte sono uguali. Mentre il gruppo senegalese è molto unito, con una solidarietà spiccata fra i membri e una tendenza alla concentrazione, ce ne sono altri che decidono di mettere su casa indipendentemente dalla vicinanza dei connazionali. A colpo d'occhio però, la tendenza rimane quella di stabilizzarsi in zone già esplorate. Secondo il puzzle ricomposto dall'anagrafe, gli albanesi stazionano preferibilmente in Corso Matteotti. Via della Bianca parla rumeno e via Roma è una piccola Babele in miniatura con etiopi, palestinesi e marocchini che convivono porta a porta. L'onda lunga dell'Oriente è invece sbarcata in via Vittorio Veneto con 34 donne cinesi su un totale di 84 residenti stranieri.

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