Il Tirreno

Pontedera

Il servizio non sarà svolto per almeno 3 giorni: forse è colpa di un diverbio. Il fatto denunciato ai carabinieri

Sospesa la mensa per i poveri

Filippo Bernardeschi
L’interno della mensa in una foto d’archivio
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L’interno della mensa in una foto d’archivio

La decisione per "punire" i vandali: hanno danneggiato alcune porte interne

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 PONTEDERA La mensa dei poveri resterà chiusa per almeno tre giorni. Lo ha deciso il governatore della Misericordia di Pontedera insieme ai dodici volontari che portano avanti il servizio. Incroceranno le braccia facendo in modo che, per un po', su quel piatto caldo, di solito assicurato, non si possa fare affidamento. Tutto a causa di due porte danneggiate, con serrature da rifare di sana pianta dopo che la rabbia di qualcuno si è scatenata su di loro a suon di calci. Prima nei bagni e poi nelle docce.  Forse un diverbio fra un operatore e qualcuno degli avventori, che si è poi voluto vendicare, scardinando maniglie. L'atto vandalico è avvenuto domenica: i volontari se ne sono accorti ieri mattina, al momento di aprire i locali della mensa. E' il primo nel suo genere, e lascia l'amaro nella bocca di chi, della solidarietà, ha fatta la sua occupazione principale.  «La scelta di interrompere l'attività della mensa - spiega il governatore della Misericordia, Aldo Silvi - è stata presa di comune accordo con gli operatori, dopo aver scoperto il danno. Così facendo vogliamo lanciare un messaggio forte a chi usufruisce del servizio: siamo qua per aiutare chi ha bisogno, ma ci sono delle regole, e vanno rispettate».  Una sorta di sciopero, insomma, il cui inizio, per il momento, non è stato fissato. Durerà almeno tre giorni, ma potrebbe allungarsi fino a comprendere l'intero fine settimana.  Sul movente non ci sono certezze, così come sul colpevole (o colpevoli), ancora da identificare. Gli elementi a disposizione sono pochi per sperare di acciuffare il malfattore e l'unica cosa certa è che, nella giornata di domenica, a frequentare la mensa sono stati in dodici. Gli operatori lo hanno fatto presente nella denuncia, presentata ieri ai Carabinieri di Pontedera.  A complicare le cose, inoltre, c'è la possibilità che il fatto sia avvenuto negli orari di apertura. Il personale non si è accorto di nulla, ma un'idea, alla Misericordia, se la sono fatta. «Sa tanto di ripicca» ipotizza Silvi. Che però non ricorda casi analoghi: «In passato ci sono state delle "turbolenze", è ricapitato - ammette il governatore - ma si sono sempre concluse a parole».  Forse qualcuno voleva di più. C'è infatti chi, tempo addietro, ha lamentato come insufficenti quei dieci pasti caldi garantiti in un mese. Una cosa inaccettabile. Soprattutto quando gli sforzi per garantire un servizio continuato vengono spinti al massimo: «Non è possibile usufuire a tempo pieno della mensa - spiega Silvi. - Anche se l'accoglienza viene prestata sette giorni su sette, dalle 11.30 alle 13.30, i pasti a disposizione dei singoli restano limitati. Una volta esauriti ci si deve rivolgere altrove: questa è la prassi».  Alla mensa si recano in media una quindicina di persone al giorno. Dato che i pasti sono preconfezionati, le ordinazioni vengono prese la mattina presto. E nonostante questo «Se qualcuno arriva in ritardo - puntualizza il governatore - viene fatto il possibile, magari ripiegando su un piatto freddo». Mozzarelle, affettati un panino al volo. Che è comunque meglio di niente. Da qui la decisione di tracciare una linea di confine. Per tre giorni, se non di più, neppure un piatto fumante di lenticchie.

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