Gioco
Laddio di don Angelo Falchi
«Sia chiaro, il trasferimento non l'ho chiesto io: qui lascio tante cose in sospeso»
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Don Angelo Falchi e la valigia portata sullaltare 2 MINUTI DI LETTURA
FORCOLI. La valigia, sull'altare, non aveva dato nell'occhio più di tanto. Don Angelo Falchi, in 22 anni di servizio, nelle parrocchie di Forcoli, Treggiaia, Baccanella e Alica, li aveva abituati, i suoi fedeli, a lunghe ma sostanziose omelie, durante le quali, non disdegnava anche esempi pratici. Così, c'è chi ha pensato che quel bagaglio, volesse essere una metafora del viaggio, visto che si celebravano - nella messa di domenica - anche i cinquant'anni di matrimonio di una coppia del posto. «Oppure - racconta Stefano Bolognesi, che era stato chiamato dal parroco per scattare alcune foto - pensavamo che volesse ricordare la giornata delle missioni. Si celebra domenica prossima e, in paese, c'è un missionario che presta servizio in Corea del Sud. Non immaginavamo assolutamente che quella era la sua valigia. Il modo per dirci addio.» E, invece, finita la messa, don Angelo l'ha presa in mano e, con una sola frase, ha lasciato tutta la chiesa di stucco: «Con questa sono arrivata - ha detto - con questa me ne vado». In un attimo, davanti agli occhi della gente, quelli più anziani, sono scorsi le immagini di ventidue anni trascorsi insieme. Viene voglia di chiedere se l'ha scelto lui il trasferimento. È schietto: «Macché -dice - non ci avrei proprio pensato. Qui ho avviato tante cose. Che ora devo lasciare». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 11
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