Il Tirreno

Pontedera

L’esempio dei volontari più attivi come stimolo per i giovani. 1.800 gli iscritti

9mila donazioni in 12 mesi

Paola Silvi
Il sindaco Simone Millozzi ha presenziato alla festa dei Fratres
◗
Il sindaco Simone Millozzi ha presenziato alla festa dei Fratres

Grande festa per i Fratres, da 43 anni al servizio del prossimo

3 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. La prima volta aveva 18 anni. E la sua buona azione si trasformò in 10 giorni di licenza dal servizio militare. Sauro Panatta, 115 donazioni alle spalle, ricorda così il suo inizio nel gruppo Fratres. «La moglie del mio comandante di caserma aveva bisogno di una trasfusione. Non mi feci troppi scrupoli e aiutai il mio superiore che mi ricompensò con un periodo di vacanza premio». Sauro oggi ha 55 anni e ogni mese dona il plasma.  Puntuale come un orologio. Dal 1974 non ha mai smesso. «Mi è sempre sembrato una cosa naturale donare il sangue. Sono cresciuto nei locali della Misericordia e il passo è stato breve». «Per sostenere un amico» è invece la motivazione che ha trascinato Mario nei locali dei donatori.  «Avevano diagnosticato a sua moglie una leucemia fulminante. Arrivava al lavoro - riavvolge il filo della memoria il volontario - disperato. Avevano bisogno urgente e continuo di sangue. Tutti noi colleghi decidemmo di donare». Un modo per far sentire la propria presenza ad un familiare, ad una persona cara. Una mano tesa. Una condivisione di un momento di dolore e sofferenza. «Nelle situazioni di malattia - aggiunge Carlo, socio dei Fratres dai primi anni Settanta - ti senti impotente. Una delle poche possibilità che hai è quella di donare il sangue. Si comincia così, spinti da un problema che ti tocca da vicino. Poi capisci che anche chi non conosci potrebbe trovarsi ad affrontare gli stessi drammi. E continui. Almeno una volta ogni sei mesi. Nel tuo piccolo rispondi come puoi ad un'esigenza molto più grande». «Donare il sangue è insomma un atto di responsabilità sociale e civile, ma è anche e soprattutto offrire una speranza di vita. È segno inconfutabile di generosità», sottolinea Fortunato, ex presidente dei Fratres. «Per questo, dobbiamo avere la capacità da un lato di far conoscere ai cittadini l'importanza di donare il sangue e dall'altro di dare risalto alla nostra sezione locale, nata nel lontano 1967 dall'unione di alcuni membri della Misericordia e da un gruppetto di operai della Piaggio». Senza contare che donare non costa niente. «Anzi, ripaga - aggiunge Carlo - perché non solo è un atto di generosità ma aiuta anche a tenere sotto controllo il proprio stato di salute e le analisi sono pure gratuite».  E Sauro, Fortunato, Mario, Carlo e gli oltre 1.800 iscritti sono i Fratres. Un'associazione che da 43 anni scende in campo per aiutare il prossimo. Questo il traguardo festeggiato ieri mattina in via Valtriani. Questo il traguardo raggiunto. Che in cifre significa crescita e attenzione verso chi ha davvero bisogno. «I numeri parlano chiaro», conclude il sindaco Simone Millozzi. «Sono oltre 9mila le donazioni di quest'anno. Donazioni che raccontano un senso di altruismo strategico e diffuso. Che sottolineano una rete di volontariato che giorno dopo giorno si sta sviluppando, ponendo le basi per affrontare i momenti critici di questa società. Se non ci fosse questa capacità di partecipazione vacillerebbero le fondamenta della nostra cultura».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa