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Pontedera

Troppo esplosivo senza permessi

Le ceneri di quel che rimaneva della ditta Ciandri dopo l’esplosione avvenuta quasi dieci anni fa
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Le ceneri di quel che rimaneva della ditta Ciandri dopo l’esplosione avvenuta quasi dieci anni fa

Arrestato e subito liberato il titolare di un'azienda di fuochi d'artificio

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 MORRONA. Guido Vannozzi, 46 anni, residente nel comune di Lari e titolare della Ciandri pirotecnica di Morrona di Terricciola, è stato arrestato dalla polizia di Pisa e ieri mattina rimesso in libertà dopo l'udienza di convalida. La polizia di Pisa ha spiegato che all'imprenditore sono state contestate alcune irregolarità rispetto alla gestione e allo stoccaggio delle materie esplodenti. A fare scattare le manette sono state alcune tonnellate di materiali esplodenti che, secondo la questura di Pisa, l'azienda di fuochi d'artificio deteneva senza alcuna autorizzazione. Il controllo nell'azienda risale ai giorni scorsi. Ieri mattina, dopo la convalida dell'arresto, sono stati forniti i particolari dell'operazione.  La polizia amministrativa della questura, così è stato spiegato, ha recentemente effettuato una serie di controlli nei confronti di armerie - a Pomarance, per esempio, ci sono stati un arresto e nove indagati dopo che è stata scoperta un'armeria clandestina - e depositi di materiali esplodenti. Controlli necessari per verificare le condizioni di sicurezza e l'osservanza delle disposizioni in materia.  In questo contesto, cioè dopo vari controlli avvenuti nel tempo, la questura aveva già segnalato alla prefettura che dagli accertamenti periodici svolti nei confronti dell'attività di fabbricazione, detenzione e commercio di materie esplodenti, situata a località Morrona, «erano emerse alcune presunte irregolarità nella partecipazione ad appalti tesi ad assicurarsi le gare per la fornitura di giochi pirotecnici».  La vicenda riguarda in modo particolare gli appalti per i fuochi che il Comune organizza in occasione della festa di San Ranieri.  «Inoltre il titolare è stato già condannato, con processo attualmente presso la Corte di Cassazione per incidenti avvenuti nella fabbrica». La questura ha fatto riferimento ad un infortuio che risale al 1992 e che era costato la vita a una persona. E all'esplosione avvenuta nella stezza azienda nel 2001 con una strage. Quattro operai morirono, una loro collega rimase gravemente ferita. Fu soccorsa dallo stesso titolare e dopo tante sofferenze la giovane, che mai potrà dimenticare, si è lentamente ripresa.  «Tutti questi fatti hanno indotto la questura - è stato spiegato - ad inoltrare una segnalazione alla prefettura per la sospensione della licenza al titolare».  La prefettura ha quindi emesso un provvedimento di sospensione della licenza che ha reso necessario l'inventario delle merci esplosive presenti, al fine di disporre la custodia in condizioni di sicurezza.  «Tale attività di inventario ha fatto emergere come presso la fabbrica fossero detenute, senza autorizzazione circa 5 tonnellate di materie esplodenti», ha spiegato ancora la polizia.  Pertanto, in applicazione dell'articolo 38 T.u.l.p.s e degli articoli 1 e 2, della Legge 895/67 il titolare dell'attività Guido Vannozzi è stato tratto in arresto.  Il pubblico ministero, inizialmente, ha chiesto che l'arrestato venisse posto agli arresti domiciliari. Il Gip, ieri mattina, ha convalidato l'arresto solo per alcune contestazione rivolte a Vannozzi, in particolare per un quantitativo di materiali esplodenti che risulta senza autorizzazioni. Vannozzi è quindi stato rimesso in libertà, pur restando indagato. La vicenda e le eventuali responsabilità si chiariranno in tribunale.

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