Il Tirreno

Pontedera

S.Chiara, niente piano di rilancio L'incontro col cda slitta Sindacati pronti a manifestare

Francesca Suggi
A sinistra Sonia Antoni Accanto l’esterno del Santa Chiara
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A sinistra Sonia Antoni Accanto l’esterno del Santa Chiara

Preoccupazione e pessimismo: di questo passo la situazione non reggerà Il sindaco ci ha detto che ad oggi non ci sono iniziative concrete

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 VOLTERRA. Niente piano industriale, incontro rinviato tra le organizzazioni sindacali e il consiglio di amministrazione del Santa Chiara. «Ci è stato comunicato che si deve attendere il reintegro di un consigliere all'interno del cda, siamo molto preoccupati perchè se il nuovo cda dovesse ripartire da zero si aggraveranno le criticità della casa di riposo», il grido di allarme arriva dalla Cgil Alta Val di Cecina. Le parti dovevano incontrarsi giovedì scorsi, appuntamento fissato prima delle dimissioni dell'ex presidente millantatore Emanuele Orsi.  «Quello che ci preoccupa maggiormente è se davvero si sia iniziato ad elaborare il piano industriale, in quanto le dichiarazioni che l'ex presidente Orsi aveva fatto ai sindacati sono state da noi ritenute assai fumose ed inconsistenti e confermate tali». Una riflessione sul fattore tempo, fondamentale per salvare la residenza pubblica da una probabile fine. «In questa difficile situazione, il fattore tempo non rappresenta un elemento marginale per la salvezza della struttura, i problemi di ordine economico e finanziario incombono, il patrimonio già abbondantemente utilizzato. Se non si creano le condizioni per avere nuove entrate, la situazione non può reggere per molto. Ai lavoratori e alle lavoratrici del S. Chiara non può essere chiesto di pagare il prezzo di scelte irresponsabili ed incompetenti che altri hanno compiuto».  Le riflessioni del sindacato arrivano dopo l'incontro di martedì scorso con il sindaco Marco Buselli, direttamente coinvolto nella questione perché da lui sono dipese le nomine del cda dell'azienda.  «Confrontarsi è stato utile, ma dall'incontro non abbiamo acquisito maggiore fiducia di quando siamo entrati. Anche il sindaco si è unito alle preoccupazioni delle associazioni sindacali e dei lavoratori, d'altronde da quanto il sindaco ha riferito, ad oggi non si dispone di iniziative concrete e cantierabili per rilanciare l'azienda». Si parla di idee in fase embrionale, ma non bastano per rassicurare 70 famiglie che "dipendono" dall'azienda e tanti utenti.  Che fare? Come affrontare la situazione? Sonia Antoni, della Cgil mette in tavola una linea. «Bisogna lavorare per diversificare i servizi socio-assistenziali che devono rappresentare il core business dell'azienda, accompagnati da un programma di formazione e di riqualificazione del personale, e l'introduzione di nuove figure professionali». Altro ingrediente che manca: «E' urgente, un rapido intervento nei confronti della Regione Toscana, affinché le deleghe in materia di affidamento e gestione dei servizi socio assistenziali, che la stessa legge regionale affida alle Asp, possano diventare esecutive per S.Chiara - continua e aggiunge - Serve anche una migliore razionalizzazione dell'utilizzo del patrimonio immobiliare (ex scuola S.Chiara, il padiglione del Chiarugi, villa Giardino, il teatrino) finalizzata al recupero di ulteriori risorse, è altrettanto condivisibile e necessaria».  Cgil non esclude eventuali iniziative da intraprendere finalizzate a salvaguardare l'occupazione e difendere una struttura che per le caratteristiche del territorio e della popolazione è di fondamentale importanza.

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