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Emilio Chiorazzo
Consulenze esterne: il Comune manda gli impiegati a imparare a navigare
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PONTEDERA. La parte più cospicua? Le progettazioni. Ma anche le consulenze tecniche. Atti legati alla realizzazione delle opere. Sono questi i capitoli di spesa dei Comuni che si rivolgono a professionisti esterni, per la realizzazione di progetti, di indagini, rilievi, direzione dei lavori. Tutti. O quasi. Pontedera, da questo punto di vista è virtuoso. Forse perché annovera, nel suo organico, uno staff tecnico di prim'ordine. Lo si vede dalle opere che riesce a realizzare; dai progetti che via via vengono illustrati alla città, da quanto poco ricorso, almeno sul piano delle progettazioni, fa delle consulenze esterne. Consultare il sito web del ministero della funzione pubblica (quello di Brunetta, per intenderci), per credere. Il ministero ha pubblicato - nell'ambito della campagna sulla trasparenza - le consulenze esterne affidate dai Comuni nell'arco di tutto il 2009. Pontedera è presente con 19 atti. Poco più, per dirla con la statistica, di uno al mese. Alcuni sono di emanazione diretta dell'amministrazione comunale. Altre, invece, arrivano dalla Provincia di Pisa o da altri enti, come l'Università pisana o l'Unione della Valdera. Sapete quanto ha speso di progettazioni? Appena 800 euro. Soldi affidati a un professionista per la implementazione del Sit (lo sportello cartografico interattivo). Tutto il resto, per un ammontare complessivo che sfiora i 27mila euro, non prevede neppure una progettazione. Già, perché anche le grandi opere, come la Biblioteca intercomunale che sta nascendo all'interno del Dente Piaggio, l'ammodernamento delle piazze delle frazioni o del centro e altro ancora, trovano radici proprio dentro Palazzo Stefanelli, dove gli architetti mettono a punto questi progetti. Non a caso, una delle prime idee lanciate, nel settore dell'urbanistica, da Simone Millozzi, all'indomani della sua elezione a sindaco, è stata quella di realizzare un urban center, un luogo dove le idee urbanistiche della città - pubbliche, ma anche e soprattutto private - siano analizzate, discusse, sviscerate e, magari realizzate con lo stesso segno stilistico. E allora, tornando alle consulenze esterne, come spende i soldi Pontedera? Per metà sono destinate ad opera di ricerca: da questioni legate al catasto allo studio per la realizzazione di un parco del suono. Oppure a uno studio per la messa a fuoco di un progetto sulle donne al timone, vale a dire, alla guida delle aziende. E poi tante docenze: per la formazione dei dipendenti dei Comuni della Valdera; aggiornamenti sull'assistenza familiare. O per prendere lezioni sul federalismo fiscale previsto dalla manovra estiva del 2009 del ministro Tremonti. Il Comune ha speso anche quasi sei mila euro per formare i propri dipendenti all'uso delle nuove tecnologie web. Un corso per l'uso di Internet, insomma. Diversa la situazione di Ponsacco: qui è proprio la progettazione a fare la parte del leone. Il Comune ha speso, nell'arco del 2009, poco meno di centomila euro (99744, per la precisione). Più o meno la stessa cifra è quella che viene spesa per consulenze tecniche: 89950, mentre per rilievi statistici, se ne sono andati 3363 euro, per l'affidamento di direzioni di lavori o collaudi degli stessi, l'amministrazione comunale ha pagato, a professionisti esterni al Comune 19.349. Un'altra fetta importante di soldi che vanno a consulenze esterne, è quella per le consulenze e gli atti legali, per affrontare i contenziosi con i cittadini: a Ponsacco è costato, nel 2009, 32mila euro. Spesso si tratta di espropri, verso i quali si ricorre alla giustizia. E altri diecimila sono stati spesi per prestazioni mediche.
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