La protesta
Nel convegno della Fondazione Berti le novità sul pontederese Polidori
"Scagionato" l'attentatore del Duce
Gian Ugo Berti
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Da sinistra Pippo Russo il professor Galzerano e Susanna Franceschi relatori al convegno 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Pontedera città della cultura e della storia, promuove con la Fondazione "Berti", il primo convegno in Toscana sugli "Attentati a Mussolini". «Ci aspettiamo novità», le parole del sindaco Millozzi. Così è stato. L'incontro ha evidenziato l'estraneità del pontederese Giuseppe Polidori, vittima di una logica politica di regime. Sorprese sono emerse in quello messo in atto dall'inglese Violet Gibson. «Ancora è un enigma, emblematico di un forte legame fra il Duce, Churchill ed il primo ministro Chamberlain». E' la conclusione di Susanna Franceschi, vice-presidente della Fondazione. «Tutto era stabilito - spiega - Un'aggressione plateale, apparentemente scollegata dalla matrice anarchica o dell'opposizione, doveva far apparire il Duce in pericolo. Chi meglio di una variabile impazzita come la Gibson, prestatasi al gioco della politica,poteva dimostrasi utile?» Chiusa in un manicomio non ne uscirà più, nonostante la clemenza chiesta a Churchill all'entrata in guerra ed alla regina Elisabetta all'atto di incoronazione. Sugli altri attentati, Giuseppe Galzerano, storico, ha posto l'accento su quelli progettati da Schirru e Sbardellotto. «Contro Schirru, con una montatura giudiziaria - ha concluso - fu coinvolto un pontederese, Giuseppe Polidori, ugualmente animato da ideali di libertà e giustizia sociale». Polidori deve considerarsi scagionato: non finanziò l'organizzazione dell'attentato, né conobbe di persona l'attentatore. Pippo Russo, sociologo e scrittore, su propaganda e censura ha precisato, come «Il regime fascista fu dittatura di tipo moderno, perché potè giovarsi dell'utilizzo massiccio dei mezzi di comunicazione di massa elettronici, attraverso i quali era possibile costruire una narrazione del quotidiano sostitutiva della realtà».
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