Il Tirreno

Pontedera

Il Comune rivuole i soldi dell'Ici evasa Spediti 1500 bollettini

Paola Silvi
Il Comune rivuole i soldi dell'Ici evasa Spediti 1500 bollettini

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 PONTEDERA. Dagli abusi al mancato accatastamento. Oltre mille e seicento solleciti di pagamento stanno arrivando nelle case dei pontederesi. Per la precisione sono 1532 gli avvisi di accertamento dell'Ici che il comune ha spedito relativi alla seconda casa e agli arretrati sulla prima casa. E 96 quelli che riguardano un'omessa o infedele denuncia sulle aree divenute fabbricabili in seguito all'approvazione del regolamento urbanistico. L'amministrazione prosegue l'azione di recupero dell'evasione e si prepara a stanare i furbetti, i distratti, gli elusori e affini della imposta sugli immobili. Mettendo in campo verifiche su verifiche.  Controlli su controlli. Un'indagine dettagliata che si declina in migliaia di euro e che passa al vaglio tutte le possibilità. Con un'attenzione particolare alla potenzialità edificatoria dei terreni trasformati dal piano urbanistico del 2006. La battuta è ancora in corso ma il bottino si preannuncia consistente. E anche se l'assessore al bilancio Marco Papiani relativizza, concentrando la cifra recuperata in un 5% dell'incasso totale dell'Ici, i numeri sono piuttosto elevati. «Dalle pratiche passate al setaccio sui versamenti insufficienti abbiamo già incassato, fino al 30 settembre 312.393 euro mentre gli avvertimenti di mancato pagamento sugli edifici costruiti in ex aree agricole valgono all'incirca 80mila euro».  Ma c'è di più. In corso di riscossione ci sono anche 550 pratiche affidate ad Equitalia per gli atti notificati prima del 31 dicembre 2008. «Questi cittadini - spiega Papiani - non hanno voluto adempiere ai propri doveri e pagare per via bonaria. Sono dunque in lista per essere richiamati. E si calcola un rientro di 350mila euro». L'obiettivo dell'amministrazione è quello di trasformare il recupero dei crediti in un miglioramento dei servizi. «La lotta all'evasione - rincara la dose Papiani - è un elemento funzionale perché permette di superare l'impasse dovuta ai tagli e ai minori introiti delle casse comunali». Reintegrare l'evaso equivale ad una boccata d'ossigeno per i comuni. Occhio dunque alla cassetta della posta. Non si sa mai. Potrebbe spuntare un avviso di accertamento «che comunque rientra - specifica Papiani - nei programmi di risanamento del bilancio in favore dei cittadini. Perché le tasse recuperate servono anche per non tagliare i servizi alla persona». Il Comune mantiene saldo il controllo fiscale nell'ambito della gestione dei tributi locali. «L'anno scorso - snocciala dati l'assessore - abbiamo recuperato 800mila euro di evasione sull'Ici, a fronte di un'entrata complessiva pari a 8 milioni di euro». E nel 2010 i dati sembrano confermare il trend. Nessuna speranza insomma per i contribuenti che ricercano scappatoie. «Se pagano tutti a trarne vantaggio è l'intera comunità. Non è giusto - aggiunge l'assessore - che a pagare siano sempre e solo gli onesti. Ognuno deve versare ciò che è dovuto. Così come può succedere che ci siano errori dovuti a distrazioni e dimenticanze. E d'altra parte può capitare qualche contestazione ingiustificata. Se così fosse basterà mostrare le ricevute dei pagamenti effettuati e la pratica verrà chiusa».

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