La manifestazione
Piaggio, il ponte verso la cassa integrazione
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Operai al lavoro in Piaggio alle Meccaniche Due giorni di stop in fabbrica, cresce la mobilitazione Fiom per la manifestazione di Roma
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PONTEDERA. Un ponte per superare la crisi. È quello che è scattato alla Piaggio che oltre al tradizionale fermo produttivo di oggi, San Faustino, ha prolungato lo stop anche a domani. Riaprirà lunedì quando scatterà la cassa integrazione alle Meccaniche, fino al 29 ottobre per circa 480 addetti dei 600 in forza nel reparto. Pesa la crisi del mercato delle 2 Ruote in Europa. «Il calo produttivo in Piaggio a Pontedera è concreto e notevole, considerato che in tre anni si è passati da circa 300mila veicoli a poco più di 200mila. Siamo ai minimi storici e serve un'inversione di tendenza netta». È questo il dato che ha sollecitato le segreterie Fiom, Fim e Uilm a presentarsi unite per reclamare «indicazioni per il futuro e sugli investimenti che l'azienda ha intenzione di fare su Pontedera». Ma anche per lanciare un appello alle istituzioni locali e regionali a farsi carico della questione. Qualche segnale in contro tendenza arriva dall'andamento delel vendite di alcuni modelli. E poi c'è l'attesa per la boccata d'ossigeno promessa dal rinnovo degli incentivi statali per il settore delle 2 Ruote. Corrono i modelli Vespa e Mp3, ma anche alcuni veicoli commerciali. A dimostrare le aspettative in positivo è il mantenimento in fabbrica dei part-time verticali, due terzi dei 250 presenti in azienda, fino alla fine del mese. Un provvedimento che interessa circa 180 persone. È in questo contesto che s'inserisce la battaglia della Fiom che sfocerà nella manifestazione a Roma di sabato 16 ottobre. Dai delegati e lavoratori Piaggio aderenti al sindacato dei metalmeccanici Cgil un invito a non mancare l'appuntamento con la piazza. «Vogliamo dire alal cittadinanza e a chi si batte per i beni comuni di partecipare alla manifestazione - afferma una nota della Rsu Fiom in Piaggio -. Si è costituito un comitato anche nella nostra provincia di movimenti e di rappresentanti sindacali a sostegno della lotta dei lavoratori. Lo slogan è: non ci piegherete». E aggiungono: «L'attacco al contratto nazionale, al diritto di sciopero e ai diritti fondamentali dei lavoratori è solo l'ultimo tassello di un disegno complessivo di attacco non solo al mondo del lavoro ma alla democrazia e alla Costituzione».
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