La manifestazione
CASO-STORTI, ATTACCA QUAGLIERINI
«C'è conflitto di interessi, abbiamo le prove»
Giacomo Pelfer
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SANTA CROCE. Anche Letizia Quaglierini fa appello ai vertici provinciali e regionali del Pdl per mettere chiarezza sulla vicenda della consigliera Irene Storti, da mesi in aperto disaccordo con il resto del gruppo consiliare. Quaglierini rilancia l'accusa di conflitto d'interessi sollevata ieri dall'alleato Stefano Giannotti in merito alla vicenda Sepi. Il voto favorevole espresso da Storti per l'esternalizzazione del servizio tributi, in linea con quello della maggioranza, sarebbe stato, secondo Quaglierini e Giannotti, un "voto interessato", in virtù dell'assunzione della sorella di Storti all'interno della stessa Sepi. «La difesa di Storti non regge - dice Quaglierini -: in merito a Sepi abbiamo votato due volte, l'ultima il 26 luglio, mentre sua sorella era già stata assunta il 23. Ci sono le delibere di giunta, chiunque può andare a controllare. La sua posizione, inoltre, era esattamente all'opposto di quella espressa dal Pdl provinciale. Non a caso, già dallo scorso 2 agosto, Storti è stata sospesa dal gruppo consiliare e a breve invieremo tutta la documentazione ai probiviri. Le prove di quello che diciamo non mancano: il voto favorevole a Sepi è soltanto il caso più eclatante». Quaglierini replica anche ad Alessandro Corsinovi, membro del coordinamento regionale Pdl, intervenuto ieri a sostegno di Storti, come già successo nei mesi scorsi. «Corsinovi parla solo a titolo personale - precisa la capogruppo -; il coordinatore regionale è Massimo Parisi, col quale lavoriamo di comune accordo come dimostra la questione relativa al Tubone. Lo stesso Parisi aveva già intimato a Corsinovi di non intervenire più nelle vicende di Santa Croce. La sua è un'iniziativa del tutto personale e se ne assumerà le responsabilità». La posizione di Storti, e il sostegno di certi ambienti interni al Pdl, rappresentano, secondo Quaglierini, una manovra per distruggere la federazione Pdl. «Perché la destra unita fa paura e in contesto come la Toscana è normale che spuntino logiche trasversali per colpirci. Del resto, la stessa Storti è un tecnico, e come tale ha bisogno di andare d'accordo con la maggioranza. La sua posizione serve solo a creare confusione e sfiducia nell'elettorato».
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