Il Tirreno

Pontedera

Riecco le assunzioni nei servizi

Enrico Santus

È il macrosettore che tira, stabili le costruzioni

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. C'è qualche segnale, sia pur piccolo, di ripresa sul fronte occupazionale in provincia di Pisa.  Almeno è quanto emerge dall'indagine del sistema informativo Excelsior presentata alla Camera di Commercio nel corso di una tavola rotonda sul tema "I fabbisogni occupazionali e le figure professionali richieste nel mondo del lavoro".  Il 2010 vede il +15 per cento di assunzioni programmate, che fa lievitare la cifra complessiva dalle 4.400 del 2009 alle 5.060 previste entro fine anno.  Il tutto, secondo i numeri forniti durante la tavola rotonda, a fronte di un'uscita di 490 dipendenti in meno rispetto al 2009.  Le imprese che assumono di più sono quelle dei servizi, che con 3.590 assunzioni coprono oltre il 70 per cento del totale. L'industria fa registrare invece dati invariati rispetto all'anno precedente: si calcolano 260 assunzioni nel settore costruzioni e 1.210 nell'industria in senso stretto. Sono le imprese con un minimo di cinquanta dipendenti a segnare un saldo positivo tra le uscite (2.180) e le assunzioni previste (2.310), mentre le piccole e medie imprese fanno segnare saldi negativi.  Più in generale, il saldo occupazionale previsto per la provincia di Pisa ammonta al -1%. Dato negativo, certo, ma che comunque fa sperare bene, specialmente se confrontato con il -1,7% toscano o il -1,5% nazionale.  La nostra provincia, tra tutte le altre italiane, si situa nel secondo gruppo per prospettive occupazionali, dietro solamente a Firenze tra le province toscane.  Lo studio ha analizzato, inoltre, la tipologia di contratto offerto dalle imprese pisane: si tratta di un dato per niente trascurabile, perché permette di capire la fiducia dei datori di lavoro nelle prospettive dell'impresa. Il 2010 ha fatto segnare una considerevole crescita dei contratti a tempo indeterminato, che sono passati dal 28% al 41% a fronte di un calo di quelli a tempo determinato.  Un ultimo dato da tenere in considerazione sono i titoli di studio richiesti dal mondo del lavoro: si calcola che a partire dal 2008, circa il 50% delle assunzioni sono destinate a diplomati e laureati, mentre la scuola dell'obbligo è passata a ricoprire dal 30% delle assunzioni nel 2009 al 41% nel 2010.  Tra le assunzioni non stagionali, l'industria considera difficile trovare figure adatte alle costruzioni, alla fabbricazione di macchinari e apparecchiature elettroniche, e alla lavorazione del legno. Nei servizi si riscontrano difficoltà nel reperire figure per i trasporti ed i servizi alle persone.  Alla tavola rotonda della Camera di Commercio hanno preso parte numerosi rappresentanti delle scuole superiori e delle facoltà universitarie, alcuni dei quali sono intervenuti per mettere in luce le difficoltà a cui vanno incontro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa