Il Tirreno

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LETTERE ED INTERVENTI

I membri della consulta   di Casteldelbosco

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TUBONE/1 Marcia indietro da accogliere bene  Non possiamo far altro che cogliere con soddisfazione la realizzazione dell'operazione Tubone per riorganizzare la depurazione industriale e civile della Valdera, Valdelsa e Valdinievole. Pare, quindi, che sia stato definitivamente abbandonato il progetto della costruzione di un nuovo impianto di depurazione, un ecomostro addirittura in un'area protetta come il padule di Fucecchio. Una marcia indietro che accogliamo positivamente, visto e considerato che noi della Lega Nord Toscana ci siamo sempre battuti contro la costruzione dell'ecomostro e a favore del progetto del Tubone. Antonio Vianna presidente Lega Nord in consiglio regionale TUBONE/2 Sarà la fine per il Padule  L'operazione Tubone decreterà la fine del Padule di Fucecchio. Tutti d'accordo, ora, nel dare il via all'operazione. Anche quelli che all'inizio manifestavano dubbi. E c'è chi, invece di preoccuparsi, di chiedere lumi, per la carica che ricopre, si lascia andare a dichiarazioni entusiastiche. Del tipo: opera strategica, che coniuga ambiente e sviluppo. Sono parole di Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'ambiente, che, evidentemente, non sa dov'è e com'è fatto il Padule, e quanto l'uomo l'abbia manomesso, per il suo egoismo. Venga in Padule, l'assessore, e meglio ancora se con lei viene anche il governatore Enrico Rossi, che mostra di voler conoscere di persona le criticità della Toscana. Almeno possono toccare con mano. Possono vedere cosa sta per essere condannato a morte. Noi stiamo dalla parte di un bene naturale d'inestimabile valore, un polmone nel cuore del cuore della Toscana. Per questo, chiediamo una legge speciale che lo trasformi in parco naturale almeno regionale. Ciò obbligherebbe tutti a rispettare le leggi. Quel che non avviene con la riserva naturale, troppo piccola, specialmente in provincia di Firenze, per poter incidere. Riccardo Cardellicchio Adriano Prosperi RIFIUTI Consiglio aperto sul nuovo impianto  Crediamo sia necessario e opportuno conoscere la posizione di tutti i gruppi consiliari di Santa Maria a Monte nonché il parere dell'amministrazione comunale sul progetto di un pirogassificatore richiesto dall'azienda Waste Recycling ai confini del comune di Castelfranco di Sotto e a solo pochi chilometri dal nostro territorio. Tale scelta (e non l'unica nella nostra provincia), oltre ad essere dannosa per l'ambiente e la salute, risulta politicamente sbagliata nei confronti di una gestione corretta dei rifiuti urbani che prevede il massimo sforzo delle istituzioni per il raggiungimento nella raccolta differenziata porta a porta degli obbiettivi di legge. Inoltre, non va dimenticato che la zona del Cuoio è già in una situazione ambientale di massima criticità dovuta alla presenza di produzioni altamente inquinanti (concerie) e alla presenza di 3 grandi impianti di depurazione e di grandi aziende sempre legate allo stesso ciclo produttivo. Pertanto, non è possibile aggiungere altre fonti di inquinamento con problematiche fortemente discutibili sul piano della sicurezza ambientale (ricaduta al suolo per un'area di circa 50 chilometri delle emissioni nocive in atmosfera). Uno studio condotto dal dipartimento per la salute e l'ambiente francese ha dimostrato che il rischio di tumori aumenta sensibilmente se si vive nei pressi di un inceneritore di rifiuti. Per queste ragioni, auspichiamo una presa di posizione chiara e netta contro questo progetto da parte dei rappresentanti del nostro consiglio comunale e della stessa giunta comunale e sarebbe importante conoscere anche la posizione dell'assessore all'ambiente Raffaele Corsi. Infine, sul pirogassificatore pensiamo sia auspicabile un consiglio comunale aperto per informare i cittadini nel rispetto della legge sul percorso partecipativo. Cristiano Nuti segretario Prc Santa Maria a Monte TELEFONIA Voce ai cittadini sui ripetitori  Il sindaco Turini colpisce ancora: propone un ripetitore di telefonia mobile al cimitero del capoluogo, cioè un'antenna vicino al Polo scolastico dove i ragazzi tutti i giorni si recano. La scuola è frequentata dai più piccoli della materna e delle elementari, ai più grandi delle medie. Tutto viene deciso senza coinvolgere nessuno, tanto meno i cittadini, ma semplicemente approvando un piano senza alcuna consultazione. Programma di Libertà è d'accordo solo sul fatto di collocare le antenne sui siti pubblici per garantirne il monitoraggio, tuttavia non può accettare la politica del sindaco di non ascoltare e fare come vuole. E' opportuno individuare al più presto un'altra area non in prossimità delle scuole. Chiediamo infatti lo stesso trattamento che ha avuto Montecalvoli. Nel 2006 era stata installata un'antenna sul serbatoio nel centro storico del paese e ancora oggi, dopo quattro anni, l'antenna è ancora lì, nonostante le promesse del sindaco di spostarla velocemente. Con questo nuovo piano viene individuata la zona di Montemagno per dare una nuova sede al ripetitore. L'antenna sul serbatoio a Montecalvoli non è pericolosa, secondo la ditta che ha effettuato i monitoraggi, ma viene giustamente trasferita altrove per dare tranquillità e sicurezza ai cittadini. Bene, come opposizione eravamo lì nel 2006, in prima fila con il comitato, e oggi denunciamo il forte e imperdonabile ritardo avvenuto e rivendichiamo comunque lo stesso trattamento anche per Santa Maria a Monte. C'è forse una qualche diversità tra Montecalvoli e Santa Maria a Monte? È necessario modificare il piano e promuovere subito una commissione nella quale l'opposizione sia rappresentata, per preparare un questionario informativo da distribuire alla popolazione per la ricerca di un nuovo sito. Manuela Del Grande capogruppo consiliare Programma di Libertà CASTELDELBOSCO I primi interventi ci sono già stati  La consulta di frazione di Casteldelbosco risponde alla lettera pubblicata il 6 ottobre scorso, in cui un concittadino ha esternato alcune riflessioni sui componenti della consulta e sul suo operato. Facendo appello allo spirito costruttivo che ci contraddistingue, abbiamo provato a far tesoro di quanto è stato scritto per migliorare il lavoro e l'attività della consulta. Nonostante questo sforzo, ci preme sottolineare quanto mai inopportuna, impropria ed infelice sia stata le scelta degli argomenti e della terminologia che riteniamo inaccettabile e poco comprensibile, con affermazioni che sfociano nell'arroganza e nell'ignoranza. Consideriamo che colui che si riempie la bocca di cotante belle affermazioni e buoni propositi è proprio chi, in qualità di membro di una precedente consulta, si è dimesso dopo poco tempo a fronte del primo problema da risolvere, un comportamento che non sembra associabile a un paladino, né a un combattente o a un patriota quale lui si paventa. I membri della consulta, tra l'altro in maggioranza di prima nomina, hanno avuto il coraggio di intraprendere questa esperienza e metterci la propria faccia, consapevoli di poter prendere schiaffi da destra e da sinistra ovvero sia da parte dei cittadini che si aspettano risposte e soluzioni sia da parte dell'amministrazione con i suoi ritardi, i suoi silenzi e le sue contorsioni burocratiche, ma nonostante ciò e a scapito del proprio tempo libero di ognuno di noi ci siamo fatti avanti ed abbiamo accettato di metterci in gioco solo per poter dare qualche suggerimento o risolvere qualche piccolo problema. Si asserisce che la viabilità nella nostra frazione è caotica e pericolosissima con auto ammassate in divieto di sosta. Ora, o il nostro caro compaesano viene dal Burkina Faso e vede Casteldelbosco come una metropoli tipo New York, Bangkok, ecc., oppure ci prende per le mele. Con questo non vogliamo dire che tutto va bene e che la viabilità, la sicurezza e la regolamentazione del traffico non siano migliorabili, anzi ci sono sicuramente azioni mitigative e correttive da proporre all'amministrazione per una migliore vivibilità della frazione, ma da qui a sostenere ciò che è stato scritto ci sembra veramente fuori luogo, colorito e folcloristico. Per quanto riguarda invece i cassonetti per la raccolta dei rifiuti, vogliamo far presente che il problema è già stato affrontato anche con i primi interventi. Infatti, i cassonetti alla fermata degli autobus al lato di piazza Capponi sono già stati arretrati per garantire maggior sicurezza, mentre altri aggiustamenti sono in fase di valutazione e saranno discussi anche con i cittadini e con il gestore del servizio.

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