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L'ultimo saluto all'alpino Francesco

L'ultimo saluto all'alpino Francesco

Applausi, commozione e tante lacrime. Mani che si allungano anche solo per sfiorare la bara avvolta del tricolore di Francesco Vannozzi

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. Applausi, commozione e tante lacrime. Mani che si allungano anche solo per sfiorare, in un tenero abbraccio, la bara avvolta del tricolore di Francesco Vannozzi, 26 anni, morto in Afganistan, nell’agguato di sabato scorso.

Con voce tremante di dolore e di rabbia il fratello maggiore, Sergio, dall’altare, alla fine del rito funebre, ha ringraziato tutte le persone che sono state vicine alla sua familia, e a quella di Elena, la fidanzata di Francesco, in questo difficile momento che ha mandato un bacione grande grande ai colleghi che insieme a Checco hanno perso la vita in Afganistan. Nelle sue parole, un senso di disperazione profonda.

Lui che da fratello maggiore aveva cercato invano di convincere Francesco a non partire. «Ma lui e chi lo ha conosciuto lo sa - ha detto il fratello - aveva una forte dedizione al dovere. E mi auguro che chiunque abbia conosciuto Checco faccia tesoro della sua gioia di vivere». Commovente la partecipazione degli alpini, delle istituzioni che hanno dato l’ultimo saluto a Francesco.

Nella carezza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’arrivo delle salme a Ciampino c’era «la carezza di tutti i sangiovannesi» ha detto un amico ricordando il coraggio di Francesco e il suo saper essere una persona speciale aiutando gli altri.

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