Sicurezza
Il Comune e i giovani si sfidano a Monopoli sui luoghi da salvare
Nilo Di Modica
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A sinistra il centro giovanile; larea adiacente; sopra il sottopasso a San Romano 3 MINUTI DI LETTURA
MONTOPOLI. «Hai mai riflettuto sugli spazi e sull'ambiente che ti circonda?». È questa la semplice domanda da cui prenderà il via, il prossimo venerdì al circolo Torre Giulia alle 19, l'ultima iniziativa del Comune di Montopoli in collaborazione con l'associazione 5.avi. Il progetto, rivolto a tutti i giovani dai 16 ai 30 anni residenti nel comune, ha come obiettivo l'individuazione di spazi da recuperare, restaurare o semplicemente da riconquistare nel territorio comunale. Un progetto di riqualificazione e partecipazione che assumerà metaforicamente le sembianze di un gioco, quello del Monopoli (in questo caso "Montopoli") con cui già da tempo si presenta su numerosi siti internet e circuiti dei social network. Un'opera organizzata non a caso dall'associazione 5.avi, che racchiude in sé il lavoro e la collaborazione di tutte le maggiori associazioni del Valdarno Inferiore. Come nel gioco del Monopoli, dove con un tiro di dado si passa da un luogo a un altro, da una strada all'altra, il gruppo di ragazzi che vorranno partecipare all'iniziativa collaboreranno con l'amministrazione comunale e daranno voce ai loro pensieri circa il recupero di alcune aree, il modo in cui potrebbero essere riorganizzate e utilizzate e così via. Alcuni dei luoghi su cui lavorare: il sottopasso della stazione ferroviaria e il vecchio centro giovanile "Capitano Uncino" di San Romano. Il primo, passaggio obbligato per tutti coloro che quotidianamente prendono il treno per andare a lavorare o a studiare; il secondo, che dopo alcuni anni di attività oggi conosce un momento di parziale disuso, malgrado le enormi potenzialità tanto della struttura quanto dell'area verde retrostante e del piccolo "anfiteatro", come lo chiama qualcuno. «Vuole essere un'occasione di condivisione di quei luoghi che hanno potenzialità in campo ricreativo o che sono già, di fatto, frequentati dai ragazzi - spiega il presidente dell'associazione 5.avi, Michele Baldini -. Un modo affinché possano riappropriarsi e sentire loro dei luoghi su cui, per la prima volta, sono chiamati a fare proposte concrete. Spazi che poi, con l'intermediazione del mondo associativo, saranno anche gestiti dai ragazzi stessi». Un percorso in linea con un più ampio indirizzo della Regione Toscana e che gode di un finanziamento di oltre 35mila euro. Nessun dubbio sull'inizio del progetto, che non a caso parte da due luoghi di San Romano. «Abbiamo pensato che fosse la frazione più adatta, perché è comunque quella più ampia e già frequentata da molti gruppi di ragazzi - dice il sindaco Vivaldi - senza dimenticare che i due siti meritano oggettivamente un rilancio». Una scelta che ha visto la diretta partecipazione dell'assessore alle Politiche giovanili Giovanni Lorenzo. «Appena ci siamo posti il problema di avviare un processo partecipativo il pensiero è corso all'ambito giovanile - dice Lorenzo - perché è oggettivamente un'ottima occasione di far uscire i ragazzi dall'isolamento. Luoghi come il sottopasso che non sarebbero recuperabili con un intervento ordinario, una qualunque opera di riverniciatura finirebbe per essere nuovamente oggetto di graffiti e scritte. Ecco quindi che, anche solo dal punto di vista estetico, quello può diventare un luogo da "gestire" nelle forme che i giovani ritengono più opportune. Le proposte saranno parte integrante delle opere che il Comune ha in cantiere».
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