Sicurezza
In paese decine di bandiere tricolori listate a lutto appese alle finestre e ai balconi delle case
Da Roma a San Giovanni nel dolore
Dopo i funerali di Stato, la salma di Francesco Vannozzi è tornata a casa
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SAN GIOVANNI ALLA VENA. Un fiume di lacrime da Roma a San Giovanni alla Vena ha accompagnato la salma di Francesco Vannozzi, 26 anni, morto in Afghanistan. Una lunga giornata di dolore. Dopo i funerali solenni, celebrati ieri mattina nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, ogni feretro è stato trasportato al paese d'origine. Le quattro bare, avvolte nel tricolore, portate a spalla dai loro compagni all'uscita della basilica, hanno poi lasciato Roma alle 13,30, seguite dai familiari e dagli amici. «Portiamo nel cuore il sorriso meraviglioso di questi giorni», ha detto l'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, durante il rito funebre. E chissà quante volte, da quando hanno ricevuto la drammatica notizia, i genitori, Nilo e Lia, il fratello Sergio e la fidanzata Elena, hanno rivisto il sorriso del loro ragazzo. È stato così anche ieri mentre percorrevano la strada, una lunga via crucis, per riportare a casa Francesco, in una fredda bara ma circondato dal pianto e dall'affetto di tanti, anche di persone che non lo hanno mai conosciuto in vita. Ma solo nelle foto pubblicate dopo la morte. Foto che, alcuni familiari delle vittime, hanno tenute strette al petto anche durante le esequie. Al funerale solenne, accanto ai familiari, c'erano anche il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli, e una delegazione del Comune composta da Giampiero Nesti ed Emanuel Felloni, legati peraltro da una profonda amicizia con la vittima. Sul bus messo a disposizione dalla Croce Rossa, una quarantina di persone, tutti i volontari dell'associazione "Fratelli Del Moro" di cui Francesco faceva parte. Tante ore trascorse insieme a spegnere gli incendi, a vigilare sul Monte Pisano. I genitori di Vannozzi hanno ascoltato in silenzio le parole di conforto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sono stati salutati anche dal vicepresidente della Regione Toscana, dal presidente della Provincia di Pisa e dai parlamentari dell'area pisana. In questi giorni la famiglia Vannozzi si è chiusa nel dolore, dispensando tutti da visite e telefonate. Con il passare delle ore e dopo i funerali solenni il padre di Francesco ha ringraziato chi gli è stato vicino. «Hanno apprezzato la vicinanza della Regione e delle istituzioni locali - ha detto il sindaco Taglioli, presente con il gonfalone del Comune vicarese - sono distrutti, stanno cercando di farsi forza per andare avanti». I concittadini di Francesco, che hanno potuto partecipare al funerale a Roma, hanno poi atteso l'arrivo del feretro a San Giovanni, in via San Martino, dove abitava la vittima. La salma di Francesco Vannozzi, a bordo di un carro funebre, è tornata a casa alle 17,15. È stata accolta da un lungo applauso di tanti compaesani lungo la strada e da decine di bandiere tricolori listate a lutto, appese alle finestre e ai balconi delle case. Ad attendere il feretro anche rappresentanti delle forze dell'ordine e dell'esercito, le autorità cittadine. Poi il cancello di casa Vannozzi si è chiuso nuovamente. «Vogliono tenerselo in casa per l'ultima volta, in famiglia», dice con le lacrime agli occhi Nesti, amico dei Vannozzi. Sabrina Chiellini ALTRO SERVIZIO A PAG. 4
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