Il dolore
Dopo lattentato in Afghanistan nel comune cresce la paura: altri cinque compaesani più volte impegnati su fronti di guerra
Un paese pronto a riabbracciare Francesco
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I familiari di Francesco Vannozzi allarrivo della salma a Roma Oggi i funerali di Stato poi il trasferimento della salma a San Giovanni alla Vena
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VICOPISANO. Un paese che piange la morte di Francesco Vannozzi, ucciso dal terrosimo talebano in Afghanistan, ma che ha paura anche per gli altri compaesani che hanno scelto la carriera militare e che spesso partono per le zone di guerra: cinque tra paracadusti, carabinieri del Tuscania e avieri dell'aeronautica residenti tra San Giovanni alla Vena e Vicopisano. Erano in 6 prima che quell' attentato si portasse via il giovane alpino che aveva fatto del volontariato una sua ragione di vita. La paura. «Ho pianto tanto, lo faccio sempre perché mi immedesimo nelle famiglie, ma questa volta è stato diverso». La signora Gloria è sul terrazzo quando si commuove al ricordo di Francesco Vannozzi. I genitori dell'alpino scomparso abitano a pochi metri di distanza da casa sua. La donna, che faceva la parrucchiera proprio sotto la sua abitazione, ha un figlio nel corpo scelto dei Tuscania, i carabinieri paracadusti di stanza a Livorno. Sa bene cosa significhi avere a che fare con la guerra. «L'ho visto crescere Francesco - racconta - e mi dispiace davvero tanto. Anche mio figlio è andato spesso all'estero in zone di guerra e ogni volta la paura che qualcosa di brutto possa accadere è davvero grande. Non capisco perché questa gente reagisca con gli attentati. Eppure i nostri ragazzi sono li per aiutarli». Nello stesso palazzo abita la famiglia di un altro militare. Una pura casualità, ma dall'interno dell'appartamento non c'è granché voglia di parlare. Nel negozio di elettronica di Claudio Felloni, l'atmosfera è molto triste: «Mio genero è un paracadutista, ma è in Italia - racconta l'uomo -. Conoscevamo bene Francesco, era quasi coetaneo e molto amico di mio figlio. Venne a salutarlo prima di partire per l'Afghanistan. Era contento, perché ce l'aveva fatta. Disse che al suo ritorno sarebbe tornato a raccontarci la sua esperienza». Tutti a Roma. Una delegazione di compaesani di Francesco Vannozzi parteciperà ai funerali di Stato di stamani. Sono partiti stanotte alle 2 insieme al sindaco Juri Taglioli a bordo di un pullman organizzato dalla locale Croce Rossa. Un gesto molto significativo di quanto Francesco e la sua famiglia siano amati nella frazione di Vicopisano. Oggi pomeriggio la salma di Vannozzi tornerà a casa, prima per una veglia privata nell'abitazione dei genitori. Poi alle 20, quando le campane suoneranno a lutto, comincerà quella aperta ai cittadini nella chiesa del paese, che andrà avanti fino a mezzanotte. Domani mattina alle 10.30, infine, i funerali nella sua San Giovanni. Oggi a Roma ci saranno anche gli amici dell'associazione dell'antincendio Fratelli Del Moro. «Lo accompagneremo a casa nel suo ultimo viaggio - scrivono in un messaggio - quando guarderemo i nostri monti penseremo che, in qualche posto nel verde, Francesco veglia su di noi motivandoci per perseguire i nostri ideali e i nostri sogni, nel bene, nell'onestà e nel disinteresse aiutando gli altri. Doti che, nessuno come lui, ha dimostrato nella propria vita terrena. Ti vorremo bene per l'eternità, non ti dimenticheremo mai». Andreas Quirici SERVIZI A PAG. 4-5
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