Il Tirreno

Pontedera

Risorse per sostenere la ripresa

I membri del nuovo comitato di gestione della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato; a destra una veduta dello storico Palazzo Grifoni, sede dell’ente
◗
I membri del nuovo comitato di gestione della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato; a destra una veduta dello storico Palazzo Grifoni, sede dell’ente

Il presidente Bandini: «Non faremo mancare il nostro apporto»

3 MINUTI DI LETTURA





 SAN MINIATO. «La Fondazione non farà mancare il suo sostegno diretto e indiretto allo sviluppo locale proseguendo negli interventi volti alla promozione dei comparti del settore Cuoio-Pelle e l'apertura verso i settori economici dell'agricoltura e del mobile, accompagnando in questo anche gli sforzi delle istituzioni locali e della Regione». È l'impegno confermato dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato Alessandro Bandini, in occasione dell'avvio dei lavori del rinnovato comitato di gestione dell'ente.  «Sarà fondamentale la capacità di orientare sempre meglio l'uso delle risorse disponibili e di concentrare gli sforzi verso i progetti più qualificati e con un maggior grado di innovazione e di creatività», precisa Bandini.  Qual è il perno di questa capacità?  «La Fondazione detiene sempre il controllo della Cassa di Risparmio di San Miniato, in essa ha creduto e investito assicurando al sistema produttivo la possibilità di rivolgersi a una banca di dimensioni regionali con la testa e con il cuore nel territorio».  Una risposta a chi teme scenari diversi.  «Il controllo della banca esercitato dalla Fondazione corrisponde ancora oggi alla volontà espressa dal nostro territorio di preservare quei valori di autonomia e indipendenza che da sempre contraddistinguono la Cassa, facendone uno strumento prezioso di sostegno allo sviluppo locale e che crea le premesse (le risorse) perché la Fondazione operi e perché siano moltiplicati i suoi effetti sul territorio».  Quale sarà la filosofia per i prossimi anni?  «La Fondazione nel tempo ha lavorato per superare la pratica della beneficenza pura e semplice, alla ricerca di una sua strada per diventare un'istituzione moderna a servizio della propria comunità di riferimento. In questo percorso è sostenuta dai valori tradizionali dettati dal fondatore il vescovo Torello Pierazzi: etica, solidarietà, sussidiarietà coniugati a un profondo senso della comunità e a una costante attenzione al territorio».  L'obiettivo ultimo?  «Miriamo all'ambizioso ruolo di catalizzatore di attori e risorse del territorio. Miriamo a diventare il soggetto che, attraverso l'attività di erogazione di contributi e di collaborazione su progetti qualificati, possa riunire le componenti della comunità, a partire dalle istituzioni locali, intorno ai bisogni della stessa, al fine di identificare soluzioni e creare risposte che tengano conto di tutti gli interessi in gioco».  Come dare ascolto a tutti?  «Servono modalità che coinvolgano tutti i portatori d'interesse e che avvicinino ancora di più la Fondazione al proprio territorio, al fine di definire in maniera ancora più chiara, trasparente e condivisa, il percorso delle proprie azioni».  E come misurare i risultati degli interventi?  «Sarà sviluppata una adeguata metodologia di valutazione ex post degli interventi sostenuti dalla Fondazione, e questo vuol dire essere sempre capaci di rispondere con chiarezza ed efficacia del ritorno d'investimento fatto dall'unico vero investitore istituzionale in capitale sociale operante sul territorio. Alla ricerca della massima efficacia la Fondazione dovrà necessariamente ridurre i settori di intervento e concentrare le risorse su progetti sempre più qualificati».  Sono a rischio le piccole realtà?  «Non faremo mancare il sostegno a una consolidata realtà di enti, associazioni e istituzioni, che pur piccoli per dimensioni e, quindi, spesso non in grado di lavorare per progetti, operano con "merito" e rappresentano un pezzo di storia ed un'importante risorsa per il nostro territorio».  La cultura ha un posto di rilievo: c'è un progetto speciale?  «Nel triennio appena trascorso la Fondazione ha acquistato l'Auditorium in piazza Bonaparte a San Miniato. La volontà è di trasformarlo in uno spazio adatto per lo svolgimento delle attività teatrali. Abbiamo il supporto dell'amministrazione comunale per dare alla città un luogo per fare e vedere il teatro in ogni momento dell'anno e una sede per l'esercizio e lo sviluppo delle attività culturali svolte da istituzioni storiche del territorio quali l'Istituto del Dramma Popolare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa