Lutto
La tazzina a un euro Ora il caffé rischia di diventare... salato
Francesca Suggi
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Entro un mese il caffé costerà un euro 3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Più nervosi sin dal mattino. Non per colpa di un'improvvisa razione doppia di caffeina, bensì di un ritocchino proprio a quella miscela del buon risveglio. Che da qui a breve, un mese o due al massimo, salirà a 1 euro. La nuova scalata è ormai "scritta" nelle intenzioni della maggior parte dei commercianti: a loro aumenta la materia prima e il balzello va da sé. Manca solo l'ufficialità nel listino prezzi, ma qualcuno nel quartiere Stazione ha già pensato di avvicinarsi alla cifra tonda con un sonoro 0.95 euro che non è passato inosservato. D'altro canto la Torrefazione New York è stata chiara: con una lettera datata 24 settembre si comunica ai locali che utilizzano il noto brand che «a causa dei costanti ed elevati aumenti delle materie prime, con decorrenza dal 1 gennaio, ci sarà un aumento sul prezzo di listino. Nelle prossime settimane comunicheremo, in base all'andamento del costo del caffè crudo, l'importo del rincaro». Si parla di un più dieci per cento del grezzo. E fatti due calcoli anche l'oro nero degli italiani farà un saltello più o meno della stessa percentuale. «Noi il macchiatone già lo facciamo pagare un euro», dicono da un bar del centro. L'abitudine è diffusa, quel tocco di latte e schiuma già da tempo pesa un doblone da 1 euro. E tra poco niente spicci di resto neppure per quella tradizionale tazzina che fa da seconda e irrinunciabile sveglia mattutina ai più. Quel concentrato di caffeina che dieci anni fa, più o meno, costava ancora mille lire. E che oggi arriva addirittura al doppio. Gli ultimi ritocchi? Un occhio al passato: nel 2006 si passa da 0.80 euro ad una limatina di 5 centesimi in più. Anche al tempo, siamo a settembre, l'invito non arrivò dalle associazioni di categoria locali, bensì direttamente dai fornitori di caffè all'ingrosso - quello da macinare per intendersi. E' sempre l'autunno il periodo delle buone notizie: nel 2008 la tazzina tocca quota 0.90 euro. Qualcuno resta ancorato alle vecchie cifre, si comincia con la giungla dei listini, c'è un'oscillazione di 5 centesimi ma poi i locali si uniformano. E adesso, ancora una volta "si sta come d'autunno", con registratori di cassa che presto batteranno 1 euro per un caffè al vetro. Stupisce un dato: la tazzina è aumentata di dieci centesimi negli ultimi quattro anni. Adesso il salto è doppio e il rincaro del 10% arriva in volata. E' anche vero che avere tante monete da cinque centesimi di resto nelle tasche è poco pratico e non fa la differenza per nessuno. Eppure quel caffè popolare che da sempre annulla differenze sociali e fa felici tutti, sarà ancora più amaro per tutta quella tribù di cassintegrati, precari, gente che ha perso il lavoro destinata non certo a diminuire di numero.
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