Il dolore
L'ultimo ritocco? Più o meno un anno fa
Filippo Bernardeschi
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PONTEDERA. «L'ultimo aumento? Più o meno un anno fa». Così dal bar Fratelli Marianelli, a due passi dalla stazione. Dalla parte opposta della città, sul "Piazzone", quelli del Beat ricordano 6 mesi dall'ultima stangatina, quando un caffé è passato da 85 a 90 centesemi, allineandosi con la maggioranza degli altri locali. Qualunque sia la cadenza, due cose sembrano certe. Uno: prima o poi il rincaro arriva, e quella tazzina, quel dito di sostanza nera e fumante, per qualcuno indispensabile a fine pasto, magari per caricare le batterie a inizio giornata, ci costa cinque-dieci centesimi in più. Due: l'unione fa la forza. Se al momento gli esercenti non prevedono ulteriori rialzi, infatti, con cifre attestate da tempo fra due estremi (si va da 80 a 90 centesimi) e se a regola ognuno potrebbe farsi il suo prezzo, in realtà basta una passeggiata in centro per capire che è l'accordo la soluzione caldeggiata dalla maggioranza. «L'ultima volta, per fissare il prezzo - ammettono al volo dal Ma.Gi's Coffe, il bar della stazione - ci siamo accordati con i colleghi del vicinato». Di quartiere in quartiere, i bar tendono a mettersi d'accordo. Qualcuno addirittura risponde risentito: «Novanta centesimi, quanto vuole che costi?» quasi che altri prezzi non fossero ammissibili. In effetti, alla fine della passeggiata l'elenco è monotono: Salza, Beat, Baldini, Caffetteria, La Posta, e via a scendere, fino alla stazione: visitando tutti i bar del centro, ovunque il costo è di 90 centesimi. Ma Le eccezioni ci sono. "La Cubana" di via Gotti, per esempio, è sotto la media di 5 centesimi. Mentre Il Piccolo bar e il Coffe Time's conquistano il premio di più economici, almeno in fatto di caffé. Qua costa "solo" 80 centesimi. «Non si può chiedere troppo per una tazzina» sostiene il barista del "Coffe". Quando gli si fa notare che il suo prezzo è il minore fra quelli registrati, si lancia in una confidenza, spiegando di essere un po' una pecora nera: «Mi sono guadagnato anche il risentimento di qualche collega, ma non mi importa. Il prezzo che ho adottato mi sembra onesto, non intendo cambiarlo».
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